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Varese, arriva il codice etico

Varese, arriva il codice etico TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
martedì 28 febbraio 2012, 22:10Varese

"Noi ci stiamo spendendo per un campionato pulito; non stiamo facendo nulla di eccezionale, ma vedo che il nostro mondo è piuttosto in ritardo su questa strada...". Antonio Rosati, presidente del Varese, ha alle spalle una carriera da manager dello sport tutto sommato breve, ma potrebbe passare alla storia come il primo patron calcistico che ha introdotto una clausola etica nei contratti da far firmare ai suoi atleti. A tutti i giocatori della società biancorossa, oggi sesta nel torneo di serie B, verrà fatta sottoscrivere una postilla al contratto che li impegna a dichiarare di non essere mai stati coinvolti in episodi di illecito sportivo e che li sottopone a severe sanzioni nel caso in cui violassero questa norma di fair play.

NUOVE REGOLE - Uno potrebbe pensare: è la scoperta dell'acqua calda. Errore, perché oggi i calciatori godono spesso di tutele al cui confronto l'articolo 18 degli operai è niente. Cristiano Doni, tanto per fare un esempio, continua a percepite l'ingaggio dall'Atalanta, benché reo confesso e squalificato per combine mentre il Bari - altra società nell'occhio del ciclone - per non subire penalità in classifica ha dovuto pagare gli arretrati anche ai suoi tesserati sospettati di essersi venduti le partite del passato torneo. "Le regole che vogliamo darci - ha spiegato lunedì mattina il presidente Rosati - sono a tutela sia dei calciatori sia della società. Quest'ultima, per il criterio della responsabilità oggettiva, rischia spesso di pagare per colpe di cui non è affatto consapevole o per i gesti di qualche tesserato che perde la testa".

CALCIOSCOMMESSE - Gli eventi del calcioscommesse non hanno macchiato la reputazione del Varese, ma la società si sente comunque penalizzata ("Club che l'anno scorso arrivarono davanti a noi oggi si ritrovano coinvolti nelle indagini..." ha rimarcato Rosati); dunque l'operazione etica è figlia dei tempi che il calcio italiano sta attraversando. I dettagli giuridici sono stati illustrati dall'avvocato Stefano Amirante, consulente legale della società: «Il Varese chiede innanzitutto ai suoi tesserati una sorta di "autocertificazione", un attestato di estraneità a fatti illeciti. Se questa norma dovesse essere violata, il Varese la potrà far pesare davanti al collegio arbitrale e ottenere una riduzione dell'ingaggio fino al 100% oppure anche la risoluzione del contratto. Da parte sua il Varese vuole in questo modo far capire che sta facendo tutto quanto in suo potere per prevenire episodi di "infedeltà" alla maglia e alle regole".

LA PRIMA FIRMA - Un meccanismo non facilissimo, ma che è figlio degli scarsi poteri sanzionatori che oggi i club hanno nei confronti dei loro tesserati: prima di un pronunciamento della giustizia sportiva il calciatore può ricevere un ammenda pari al massimo al 5% del suo stipendio. Domenica ai giocatori biancorossi è stata illustrata la clausola etica a cui dovranno aderire. Il primo a sottoscriverla è stato Emanuel Rivas, argentino, approdato a gennaio al Varese proveniente dal Bari. Che in fatto di scommesse a quanto pare non era un «ambientino» facile. Rivas ha firmato senza la minima esitazione. Se non altro un ottimo auspicio.

Fonte milano.corriere.it

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