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Ventura: «Il mio Toro farà paura a tutti»

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Renato Chieppa
martedì 12 luglio 2011, 11:30Torino
autore Renato Chieppa
12.07.2011 11:30Torino
Il nuovo tecnico si presenta: «Basta col passato, sono qui per costruire il futuro». Presi Darmian e Basha
FotoTuttoB.com
© foto di Giacomo Morini

I muscoli di Ventura contro i gufi e le streghe. «Il Toro è vivo, e se la palla comincia a frullare se ne accorgeranno tutti. Entro venerdì, quando partiremo per Sappada, arriveranno altri calciatori. Quanti? Spero quattro». E’ la settimana più calda del mercato di Petrachi. Ieri ha chiuso per Darmian e Basha, oggi proverà a farlo per Almiron e Guberti.

«Ho chiesto a Ciaro - sottolinea Ventura - di prendere altri due centrocampisti, perché voglio vedere all’opera Suciu. Non lo conosco, ma me ne hanno parlato molto bene. Guberti, poi, è una mia richiesta specifica, non dipende da noi, ma dalla Roma. Il ragazzo deve rinnovare con il club giallorosso, poi entro ventiquattr’ore sarà granata. E non dimentichiamo che sulle fasce voglio provare i due giovani arrivati dal Milan, Verdi e Oduamadi, e anche Sgrigna può giocare lì. Gli ho parlato, mi ha detto che non vede l’ora di cominciare». Capitolo Bianchi, Ventura chiarisce: «Finché resta qui, il capitano è lui. Ho parlato anche con lui, non è detto che se ne vada. Lui sa qual è la situazione».

Come un generale, Ventura passa in rassegna i reparti. «La difesa è ormai al completo, abbiamo tutti elementi di proprietà, ad eccezione di Glik, che è al 50 per cento con il Palermo e Darmian, del quale però abbiamo il riscatto a nostro favore. Ogbonna? Gli ho consigliato di restare un altro anno con noi, come a suo tempo feci per Bonucci e Ranocchia. E’ destinato a giocare in una grande squadra, ma non ora. Un altro anno di Toro gli farebbe bene. Il centrocampo e l’attacco vanno completati».

L’impresa più ardua sarà ribaltare la sensazione di depressione cosmica che si respira intorno al Torino. «Dobbiamo invertire i fattori - riflette Ventura - occorre l’impegno di tutti. Se è la squadra che deve ricreare una cellula granata, tutti devono fare il proprio lavoro. Anche il presidente, il direttore sportivo, la città, i tifosi. Chi viene qua deve sentirsi protagonista di qualcosa di grande. La serie A sarà solo una conseguenza di quello che saremo in grado di costruire. Il terzo anno in B del Torino è soltanto una follia. Basta con il passato, basta con il sentirsi ostaggio degli errori, siamo qui per costrruire insieme il futuro».(

Fonte: Leggo.it - Torino

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