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TORO, SENZA GLORIA GLI "EPURATI"

autore
Gaetano Mocciaro
mercoledì 31 marzo 2010, 08:41Torino
autore Gaetano Mocciaro
31.03.2010 08:41Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

C’è chi non ha mai visto il campo, chi è fermo ai box per infortunio, chi se la cava col mestiere e chi sta collezionando figuracce anche all'estero. Il mondo degli esiliati granata è vario per destinazioni e utilizzi, ma settimana dopo settimana sta confermando la rivoluzione di Petrachi: era necessario cambiare aria nel Toro e soprattutto liberarsi di giocatori non adatti alla B o ancora schiacciati dal peso della retrocessione. Due mesi dopo la chiusura del mercato invernale, i «nuovi» granata incroceranno per la prima volta sulla loro strada alcuni pezzi del «vecchio» Torino.

Venerdì alle 19, all'Olimpico, entreranno in campo infatti con la Triestina il portiere di riserva Calderoni e l'esterno Colombo: due che hanno lasciato più amarezze che gioie a Torino. Calderoni ora è titolare fisso (9 partite giocate su 9), mentre Colombo ha cancellato la paura dell'aggressione dei tifosi al Cavalieri con 6 partite condite da un eurogol in rovesciata sabato scorso contro il Padova. «Io non cerco rivincite - commenta Colombo in vista del ritorno sotto la Mole -, ma voglio solo dimostrare il mio valore. Non so come mi accoglieranno i tifosi granata, ma spero bene considerando che sono ancora di proprietà del Toro».

Colombo non è l'unico che può tornare granata: solo Calderoni e Vantaggiato (che a sua volta era in prestito dal Parma) sono definitivamente di Triestina e Padova. Tutti gli altri, invece, la prossima estate hanno forti chance di rivestire il granata perché hanno ottimi contratti con Cairo o non stanno facendo nulla per farsi riscattare dai loro nuovi club. Questo Toro epurato, ben undici giocatori che potrebbero formare un 3-5-2 senza snaturare le loro caratteristiche, sta arrancando in ogni dove, tranne rarissime eccezioni. Tre calciatori sono in serie A, ma con regolarità sta giocando solo Francesco Pratali nel Siena penultimo in classifica. Il centrale toscano ha collezionato 8 presenze (643' in campo) ma non brilla, mentre i suoi due compagni di sventura stanno facendo la muffa in tribuna. Paolo Zanetti, finito all'Atalanta, ha visto il campo solo due volte e tra un infortunio e l'altro non gioca da metà febbraio. Marco Pisano, terzino sinistro prestato al Bari, non è mai sceso in campo e difficilmente resterà in Puglia visto l'oggetto misterioso che rappresenta.

Il resto della truppa esiliata è finita in serie B o all'estero. Il caso più clamoroso è quello di Aimo Diana, esterno di centrocampo che fino a quattro anni fa era nel giro azzurro di Lippi (non andò a Berlino per un infortunio) e ora colleziona insufficienze e tribune nel campionato svizzero. Inviso alla piazza e in rotta di collisione con Petrachi (che l'aveva messo fuori rosa insieme con Di Michele e gli altri), Diana è finito a Bellinzona, tra tanti italiani guidati da Cavasin, dove finora ha giocato 6 partite (495’) senza convincere.

Davide Bottone invece ha accettato la Romania per ripartire. Col Cluji, allenato da Mandorlini, però ha giocato finora 100’ e sente tantissimo la nostalgia di casa, anche se il club della Transilvania veste di granata. Sta andando meglio all'ex capitano Di Michele: nel Lecce capolista dei cadetti gioca poco, ma sempre (474’ in 9 partite) e ha già segnato due gol pesanti. Insieme con l’ex re David, che non vede l'ora di affrontare il Torino tra dieci giorni, c'è anche Loviso: il regista, però, vede raramente il campo (5 presenze dalla panchina) e conferma i dubbi emersi nel Toro. Chi non gioca proprio, invece, è Jurgen Saumel: zero presenze e zero sostanza. Considerando che è stato scambiato con Barusso (8 partite e 2 gol), il Toro non può che sorridere e tirare un sospiro di sollievo.

Fonte: Gianluca Oddenino per "La Stampa"

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