Toro, rifiorisce la passione granata
Renato Chieppa
Bergamo vietata: salta la carica dei mille (granata) nella città dei Mille (di Garibaldi). Un’altra decisione incomprensibile targata prefetto e Viminale avvelena una trasferta che a casa di Mondonico avrebbe avuto soltanto il sapore della gita fuori porta.
La rivalità è con l’Atalanta, non certo con l’AlbinoLeffe: ma per chi decide, questa netta distinzione evidentemente non vale. Il divieto di vendita in Piemonte dei biglietti per chi non possiede la tessera del tifoso priverà la squadra di Lerda del suo dodicesimo uomo. Qualcuno arriverà dalla Lombardia, dalla Liguria e dal Nord Est: ma saranno briciole, rispetto alla voglia di Toro ritrovata.
A nulla servono le proteste, che sono comunque vibranti: ai granata è stato riservato lo stesso trattamento assurdo di Portogruaro, quando anche lì, nel profondo Veneto, fu proibita la trasferta per lo stesso motivo d’ordine pubblico. «Uno sfregio, un’ingiustizia bella e buona», l’accusa del mondo granata su internet. Due pesi e due misure, una vecchia storia. I tifosi del Toro stanno ancora pagando la forzatura di Novara, quando si presentarono in duemila senza biglietto ai cancelli e poi entrarono al Piola, ma senza che la polizia opponesse resistenza: salvo poi rifarsi con i famigerati daspo - la misura preventiva che vieta alle persone coinvolte di presentarsi allo stadio - che hanno falcidiato mezza curva e contro i quali la stessa Maratona da quel giorno protesta, lasciando vuoto il cuore della gradinata ad ogni incontro casalingo.
AlbinoLeffe-Torino sarà così una partita per pochi intimi, visto che la squadra di casa ha un seguito medio di 1500 paganti. Tutti collocati in tribuna: le altre parti dello stadio restano di solito chiuse. Suonano come una beffa anche le promozioni turistiche riservate ai tifosi ospiti: biglietto partita più percorso enogastronomico, oppure didattico o ludico. Viene anche reclamizzato il pacchetto per l’intero weekend. Un’iniziativa pregevole, se la trasferta fosse stata aperta a tutti.


