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Toro: la conferma e la novità

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Gaetano Mocciaro
mercoledì 28 ottobre 2009, 13:46Torino
autore Gaetano Mocciaro
28.10.2009 13:46Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Alessandro Pizzuti

Qualcuno forse avrà riso sotto i baffi per aver visto il Toro carnefice del destino di Walter Alfredo Novellino, dopo due anni da "vittima". Al di là del destino ironico e beffardo, che ha portato all'esonero di "Monzon", proprio la partita contro la Reggina ha riabilitato un Torino atteso alla conferma dopo il fortunoso successo di Ascoli Piceno. Due vittorie consecutive che fanno dimenticare la preoccupante flessione avuta in ottobre. Ci voleva, anche perché la risalita è coincisa proprio quando il calendario si è fatto più difficile, opponendo per l'appunto un'outsider come l'Ascoli e una candidata a salire, se pur in difficoltà, come la Reggina. E che vedrà adesso una difficile trasferta a Trieste e una sfida all'Olimpico contro il Lecce. Queste due settimane ci hanno regalato una conferma e una novità. La conferma è quella di Rolando Bianchi. L'ariete con la spettacolare rete contro la sua ex Reggina è arrivato a quota 9 reti, allungando in testa alla classifica dei cannonieri e raggiungendo, in sole 11 partite, il bottino di marcature realizzate in tutta la scorsa stagione (28 partite giocate). Lo aveva detto che voleva far dimenticare l'ultimo, balordo campionato e già sul finire dello scorso torneo stava parzialmente recuperando credenziali verso società e tifoseria, con gol e grinta alla fine vani. Questo primo quarto di stagione sta regalando al Torino una figura mai esistita nell'era Cairo: il goleador. Mai come quest'anno il Torino può finalmente dire di avere un bomber da doppia cifra, una certezza al centro dell'attacco capace di tirare fuori il coniglio dal cilindro da un momento all'altro. Proprio come l'incredibile rete di venerdì.

La novità invece è rappresentata da Luca Belingheri. Come Bianchi, anche il centrocampista è andato a segno contro la sua ex squadra, l'Ascoli. Con la differenza che la rete realizzata contro i suoi ex compagni è quella che l'ha sbloccato. E venerdì contro la Reggina si è ripetuto, trovandosi pronto al limite dell'area su una ribattuta difensiva e insaccando con un destro chirurgico. Ed era quello che ci si aspettava da lui: i gol. Proprio il centrocampo è il reparto che ha sofferto di più in quest'avvio di stagione, tradendo le attese soprattutto in fase propositiva. Belingheri ne è stato il simbolo di questa sterilità offensiva, perché, curriculum alla mano, era proprio da lui che ci si aspettavano quei gol in più. Le 8 reti in sole 28 partite della scorsa stagione parlavano chiaro. L'inizio non è stato dei migliori, con prestazioni timide e anonime e dei suoi inserimenti nell'area di rigore poco o nulla. L'episodio di maggior rilievo l'assurda espulsione nella partita di Brescia. Poi, la squalifica, l'accantonamento, infine il ritorno in campo e lo sblocco sotto porta. E in un Toro che dovrà fare a meno della fantasia Gasbarroni il risveglio di Belingheri negli inserimenti diventa fondamentale.

Fonte: www.carlonesti.it

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