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Torino, Ventura: "Voglio entusiasmo intorno alla squadra"

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Federico Errante
venerdì 2 marzo 2012, 18:15Torino
autore Federico Errante
02.03.2012 18:15Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Scaldare una piazza come quella granata non è una cosa difficile, ma mantenere costante l’entusiasmo attorno alla squadra  è molto più complicato, se ne è accorto anche Giampiero Ventura e la sconfitta di Brescia ha acuito alcuni malumori nell’ambiente granata . “Dobbiamo avere un’ottica positiva – dice il tecnico – i giocatori si stanno pian piano forgiando e quando dico che questa squadra è pronta al 90% anche per la serie A, lo dico convinto, anche se c’è ancora da lavorare e ricostruire”. Quest’anno il Torino era partito tra mille perplessità e incertezze legate anche alla consistenza della struttura societaria, malgrado il nome del  tecnico chiamato a guidarlo, fosse di spessore. La carriera a suo favore, i successi ottenuti a Bari con una squadra modesta erano ancora freschi nella memoria di tutta la critica e della tifoseria, eppure già all’inizio qualcuno storceva il naso. “Partendo dai dubbi e dall’ambiente poco favorevole – questo è il concetto di Ventura – essere a questo punto del campionato in testa alla classifica e con la difesa meno battuta rappresenta sicuramente un successo e bisogna fare un plauso a questi giocatori. Sono giocatori che hanno voglia di dare qualcosa al Torino e me ne assumo la responsabilità di questa affermazione, perché questo è un gruppo che si è formato nella sofferenza e vorrei tanto che centrasse la promozione”. Il problema dell’entusiasmo che sembra non contagiare l’ambiente granata ed i critici malgrado la leadership in classifica è uno dei crucci maggiori per l’allenatore: “ Invece di chiederci perché non riusciamo a fare tanti gol in funzione delle tante occasioni che creiamo, chiediamoci perché non c’è entusiasmo qui a Torino per quello che sta facendo la squadra. A Genova in casa Samp dopo due partite vinte e per un miraggio che si chiama play off  pur avendo investito nel mercato 21 milioni di euro, c’erano tremila persone a Bogliasco al loro allenamento, mentre qui si leggono solo critiche e consigli di esperti su come migliorarci in zona gol, malgrado siamo primi in classifica praticamente dall’inizio del campionato. Capisco il rammarico per quello che è successo a Brescia ed i giocatori erano i primi ad essere delusi dopo la gara, ma la partita è stata buona tanto è vero che a Coverciano l’altro giorno tutti i colleghi allenatori che ho incontrato mi chiedevano stupiti come avevamo potuto perdere una partita del genere, elogiando nel contempo la prestazione della squadra”. A chi gli fa notare in effetti come il rapporto tra gol fatti ed azioni da gol sia effettivamente deficitario, la risposta del mister è pronta: “Ad inizio campionato eravamo ottimi fuori casa ed un po’ meno in casa, ora il trend si è invertito e siamo più cinici e realizzativi in casa e meno fuori.

Se fossimo al massimo in tutte e due le situazioni ora avremmo almeno 100  punti e non solamente quelli che abbiamo, ma nel mondo del calcio le cose non funzionano così , dobbiamo badare all’obiettivo finale e non alla singola prestazione cercando di migliorarci sempre e comunque. Ad ogni buon conto tra il ritmo da noi tenuto all’andata e quello tenuto finora nel girone di ritorno c’è solo la differenza di tre punti. Ad una gara si possono dare due giudizi, un giudizio in base al risultato ed un giudizio tecnico e noi a Brescia abbiamo creato molte palle gol pulite e avuto un possesso palla pari al 69% quindi anche se il risultato non è stato buono il giudizio tecnico lo é. La squadra ha giocato sotto ritmo a Brescia? No assolutamente, i ragazzi hanno fatto esattamente quello che io avevo chiesto, abbiamo giocato così perché era l’unico sistema per stanarli dalla loro area. Chiedetevi piuttosto come mai il Brescia ultimamente non subisce nell’arco della partita un solo tiro in porta da parte degli avversari, mentre noi per ben sei volte abbiamo messo l’uomo in posizione da poter concludere a rete”. Domani il Torino affronterà il Grosseto, squadra che già all’andata aveva tenuto in scacco la squadra granata a lungo: “Che partita mi aspetto? Sinceramente non lo so. Il Grosseto ci aveva stupito già a Torino e non so come ha preparato la gara, ricordiamoci che ha buone individualità come Sforzini , Antei e Crimi,. Noi dovremo andare là e dimostrare quello che siamo”.  La squadra non avrà ancora a disposizione Guberti, che giocherà con la Primavera, Verdi pure lui aggregato alla Primavera e Pasquato per i noti problemi all’occhio “Ma il gruppo c’è -  assicura Ventura -  ed è consolidato, c’è un grande rapporto all’interno e cercherò di mandare in campo la formazione migliore, ma non so ancora dirvi quale”. Non potevano mancare alcune considerazioni da parte del tecnico sulla prova, la prima di titolare di Angelo Ogbonna in Nazionale: “Il merito è tutto suo – si schernisce Ventura rispondendo a chi gli faceva notare i miglioramenti di quest’anno sotto la sua guida, del centrale difensivo – è un ragazzo maturo con grandi potenzialità e capacità, inoltre ha una testa oltre la media e ha avuto la pazienza di stare con noi e aspettare ad andare in una squadra di alto livello dove entrerà sicuramente dalla porta principale. Sono orgoglioso del suo comportamento, ma direi che sono più felice per lui”.

Fonte: piemontegol.it

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