Torino, Ventura: "Solo un incidente di percorso"
Federico Errante
Tutti gli errori in novanta minuti. È il titolo del film che, suo malgrado, Ventura è stato costretto a vedere a Gubbio. Un remake inatteso degli ultimi campionati granata: Toro distratto in difesa, impreciso a centrocampo e poco preciso davanti. Che cos'è successo? Un normale raffreddore di stagione, giura l'allenatore, a mente fredda. «Si è persa una partita contro una squadra che giocava alla morte mentre noi non l'abbiamo fatto – le sue parole – forse il primo quarto d'ora ci ha illuso: abbiamo costruito e avuto diverse occasioni da gol. Dopo l'infortunio di Buchel è cambiato qualcosa e da lì è iniziata un'altra partita. La serie B è questa, ma conta dove sei alla fine del campionato, non ora. Preoccupato? Solo della mancanza di equilibrio che respiro attorno alla squadra. Dobbiamo lavorare tutti e molto su questo aspetto. A Torino si fa in fretta ad esaltarsi o deprimersi: ma non deve essere così. È stato solo un incidente di percorso».
Sbollita la rabbia, ieri Ventura ha approfittato dell'allenamento a Gubbio (rientro in serata: oggi pomeriggio ripresa alla Sisport alle 15) per rivedere con la squadra, lontano da telecamere e sguardi curiosi, il nastro della sconfitta. Nessun processo, per carità. Solo la ricerca delle cause dell'inaspettato calo di tensione collettivo. «È stata una serata storta, nessun dramma – dice Bianchi -. Guai a perdere la serenità che abbiamo conquistato con fatica: è la chiave per andare avanti e per pensare positivo. Non cominciamo a piangerci addosso: non va tutto male. Una serata negativa può capitare. Abbiamo imparato la lezione». Alza la voce, il capitano, contro chi gufa per un Toro in difficoltà. Il paragone con il passato non regge e (anche) la classifica lo testimonia: i granata sono ancora saldamente in testa e non devono rincorrere nessuno. Ma soprattutto hanno gioco e identità, due fattori fondamentali che prima mancavano. «Siamo furiosi per la sconfitta e la colpa è nostra – dice il bomber, rimasto a secco dopo i gol consecutivi contro Verona e Juve Stabia: questa volta il suo urlo si è stampato contro la traversa –, ma senza togliere nulla al Gubbio che ha meritato la vittoria, nessuno si sarebbe scandalizzato in caso di pareggio. Vorrei sempre vincerle tutte, ma dopo dieci risultati utili ci sta perdere per un episodio negativo e un po' di sfortuna».
Se a Gubbio a uscire matto è stato Ventura, che voleva posare il mattone della maturità e invece si ritrova, a sorpresa, con qualche piccola certezza in meno, sabato il Torino ha subito la possibilità di raddrizzare la rotta. «Vedrete la risposta – è sicuro Rolandinho –, dobbiamo ripartire immediatamente e per fortuna l'occasione si presenterà tra pochi giorni. All'Olimpico vogliamo fare bella figura davanti ai nostri tifosi, che meritano di tornare a gioire. La strada da seguire è quella delle prime dieci partite, consapevoli di essere gli artefici del nostro destino: siamo forti, ma se giochiamo come lunedì sera possiamo perdere da chiunque. La serie B non perdona, questo l'abbiamo capito. Ci hanno dato una lezione, sappiamo dove abbiamo sbagliato. Contro l'Empoli vogliamo riscattarci».


