Torino, Ventura: "Si, seguo Ebagua. Bianchi merita la serie A".
Renato Chieppa
Riportiamo alcuni passaggi dell'intervista concessa a Tuttosport dall'allenatore del Torino, Giampiero Ventura: "Soddisfatto dell'ultimo summit di mercato? Molto.
Confesso che in mattinata ero più teso, non sapevo bene cosa aspettarmi. Adesso invece ogni cosa è chiara. Il presidente ha ascoltato le mie idee, le ha comprese, condivise ed è partito alla carica voglioso e determinato. La società è partita alla carica, aprendo subito le piste importanti, che poi andranno chiuse. Ovvio che la società non deve diventare ricattabile, perché se su un obiettivo si apre un'asta, sei fregato. Però abbiamo un piccolo vantaggio: le idee chiare. Se facciamo questa squadra e non vinco... No, non dico più che smetto, ma mi assumerò le mie responsabilità.
Le priotità? Ce ne sono tre o quattro, per formare l'ossatura. Per priorità intendo quei giocatori che non hanno alternativa. Se per l'attaccante ho una prima, ma poi pure una seconda, una terza, una quarta scelta, ebbene non è una priorità. Ma se ne ho solo uno o due, ecco che diventa priorità. Come potrebbe essere Almiron? Esatto, ma è solo un esempio.
Altri nomi 'veri'? Nessuno, se no addio piccolo vantaggio. Almeno uno? Ebagua. Un sogno? Quello che volevo l'anno scorso e non mi presero... Perfetto per il mio gioco:Giovinco. Ovviamente per la B non posso neanche dire il nome...
Se penso di riuscire a trattenere Ogbonna? Spero di sì per due motivi: il Toro e lui. Per il Toro è molto importante, per lui perché deve entrare nel grande calcio dalla porta principale. Sarebbe un peccato se andasse in una grande come uno dei tanti. Invece lui merita di fare come Ranocchia: ancora un anno o due e poi il salto al vertice da numero uno, da titolare in nazionale.
Bianchi? Attaccante che ogni anno fa 20 gol, la sua dimensione è la A. La merita, è giusto che ci vada. Eppoi mi hanno detto che il suo stipendio per la B è fuori parametro".


