Torino, Ventura: "Questa squadra stupisce anche me"
Federico Errante
Riscrive i record della B, stampa fughe da primato e soprattutto regala gioie vere ai propri tifosi: il Toro di Ventura non smette di stupire e allo stesso tempo di cavalcare un campionato ad un ritmo mai visto prima. Perché da quando il torneo cadetto è a 22 squadre e manda direttamente in serie A solo le prime due formazioni, ovvero dalla stagione 2004/2005, nessuno in precedenza aveva mai toccato quota 38 punti dopo 17 giornate di campionato.
Neanche il Novara dei miracoli dello scorso anno ed il Mantova del 2006 potevano vantare un bilancio del genere (entrambe ferme a 37), mentre la legittimazione delle ambizioni granata si rinforza col vantaggio accumulato sulle dirette concorrenti: +5 sul Pescara secondo e +6 sul Sassuolo terzo. «Tutto bello e tutto speciale - sorride Giampiero Ventura -, perché questo è un gruppo di giocatori che ha voglia di stupirmi. E quando stupisce me, poi riesce a stupire anche gli altri». Il record granata vale doppio, considerando da dove è partito il Toro. «Se dopo il primo allenamento - ragiona il tecnico - ci avessero detto che a fine novembre avremmo avuto la possibilità di dare una svolta al nostro campionato, questo sarebbe stato un discorso da neuro».
Scafato da mille esperienze e attento a non cadere nelle trappole di un campionato infinito, il tecnico granata predica prudenza. «La serie B va sempre interpretata - commenta Ventura - perché ci sono momenti e momenti. Dopo tre pareggi sembrava che fosse successo chissà cosa nel Torino ed invece...». E invece la continuità paga e i singoli punti collezionati con Sassuolo, Bari e Crotone sono raddoppiati grazie alla vittoria sul Livorno. Che è la numero 11 del torneo, la settima maturata negli ultimi 15 minuti e la quinta per 1-0. Numeri da grande squadra, capace di unire la maturità e il cinismo ad una difesa da record (solo 8 gol subìti) e ad un rendimento che ha fatto registrare un solo intoppo (a Gubbio) in tre mesi di partite. «Non so quante squadre in Europa possano vantare un ruolino del genere - riflette il giovane Simone Verdi, decisivo sabato pomeriggio all'Olimpico - e poi questo è un gruppo che sa aiutare tutti e sempre. Io avevo iniziato bene ad Ascoli, poi ho perso il ritmo. Se sono tornato è perché i miei compagni non hanno mai smesso di darmi consigli e affetto».
Dal 5 ottobre il Toro è in fuga solitaria, nonostante gli infortuni che hanno colpito i punti di forza del gruppo di Ventura, e soprattutto ha invertito la tendenza storica di una squadra calante in autunno. Un anno fa Lerda era ottavo con 13 punti in meno, mentre nel 2009 Colantuono era già stato esonerato e il Toro viaggiava sesto in B con 26 punti. Solo De Biasi nel 2006, dopo 17 giornate, era in linea di galleggiamento con un terzo posto frutto di 32 punti. Sei in meno della truppa di Ventura (che ha sconfitto l'incubo del novembre mese nero) e non è un caso che questo Torino sia il migliore a livello di classifica e risultati dell'era Cairo. Il lavoro paga sempre e questo Toro ha lavorato duro per riscrivere la storia. La propria e quella cadetta.


