Torino, Ventura: "Non era facile sapendo i risultati delle altre"
Federico Errante
inizio campionato Giampiero Ventura amava gigioneggiare sui concetti, rispondeva con battute alle domande provocatorie e sicuramente, come tutti i tifosi del Toro, era più rilassato. Per tutto questo però ora non c'è più spazio, troppe poche le sfide che separano la sua creatura al nastro d'arrivo, in piena corsa, con l'arrivo ormai a vista, il corridore deve solo pensare a eccellere, staccare tutti: andare più veloci e crederci più degli altri. Quindi l'allenatore ligure appare risoluto e concentrato nel proteggere i suoi da ogni distrazione esterna, nel tenere i calciatori sul pezzo nonostante il calendario si sia fatto fittissimo.
"Oggi non si è visto un bel gioco ma era fondamentale ottenere i tre punti", semplicemente questo contava oggi, la vittoria, ed è arrivata senza patemi, senza strafare e soprattutto senza incappare in squalifiche, anche se l'Ogbonna di oggi dimostra che un turno almeno di riposo non gli farebbe male. Farebbe forse male alla squadra però, visto che in rosa nessuno è alla sua altezza, nemmeno quando non è in piena forma. Il Toro ha disputato la sfida all'Armando Picchi con un ritardo che poteva essere fatale, conoscere il risultato delle concorrenti in anticipo infatti non è sempre un vantaggio, perché spesso crea l'ansia da prestazione, ma i granata oggi hanno dimostrato lucidità, arma che a volte è più preziosa della voglia di fare e per questo Ventura è soddisfatto:.
"E' stata una vittoria fondamentale su un campo difficile. Avevamo l'obbligo di vincere dopo i risultati del pomeriggio e la cosa era psicologicamente difficile. Non abbiamo corso particolari pericoli e dopo il gol abbiamo difeso bene il vantaggio; alla fine è sopraggiunta un po' di stanchezza ma è normale quando si gioca ogni tre giorni e con un solo risultato a disposizione". Ventura poi liquida sul nascere ogni polemica o possibile tale e a chi gli fa notare che la rete che è valsa il match è arrivata da Meggiorini, uno che ultimamente ha spesso scaldato la panchina, risponde: "A Torino capita spesso che se gioca uno si vorrebbe che giocasse un altro e viceversa, ma io devo responsabilizzare questo gruppo e non ho tempo di dar retta a questa discorsi"


