Torino, Ventura: "Il problema del Verona siamo stati noi"
Martina Forciniti
nostro servizio dal "Bentegodi"
Giampiero Ventura incontra i giornalisti con un gran sorriso stampato sul volto soddisfatto per la prestazione dei suoi giocatori, per la crescita generale della squadra e anche per l'accoglienza riservatagli dai suoi ex tifosi. Commenti sul Verona? "Si parla di una squadra che ha vinto un campionato, che non più tardi di tre giorni fa ha messo in difficoltà la Sampdoria e probabilmente avrebbe meritato di vincere. Il fatto di aver vinto, credo, meritatamente, di aver fatto la prima mezzora di calcio vero spadroneggiando in campo e concedendo agli avversari un solo tiro pericoloso è sinonimo di una buona partita da parte nostra, è sinonimo di una crescita della squadra e della disponibilità dei giocatori che sono i veri grandi protagonisti di quest'inizio di campionato. Credo che il problema del Verona oggi sia stato proprio il Torino, non credo che ci sia un demerito da parte dei giocatori che hanno incontrato una squadra che, obiettivamente, voleva vincere e quando c'è la volontà si può fare qualsiasi cosa." Riguardo al pubblico veronese e al modo in cui lo ha accolto, Ventura afferma: "Ho avuto la fortuna di vincere sette campionati, ne ho persi alcuni ma ho fatto anche annate importanti ma il mio ricordo più bello l'ho vissuto quì a Verona. L'emozione di cui parlo è qualcosa che difficilmente dimenticherò e per cui sarò sempre debitore a questo pubblico. Sono ritornato diverse volte a Verona ma sempre in occasione di sfide contro il Chievo e rivedere questa curva è stato importante per questo mi sono permesso di andare ad applaudire, senza pensare alla reazione che i tifosi avrebbero avuto." Sui meriti della sua squadra: "La soddisfazione più grande sta non tanto nella vittoria, pur sempre soddisfacente, ma soprattutto nel fatto che, pur avendo provato tutta la settimana contro un potenziale 4-3-3, che non c'è stato, siamo riusciti a creare le situazioni giuste per affrontare una formazione completamente diversa, cambiata 15 minuti prima della discesa in campo. Nella prima mezzora abbiamo ammutolito il pubblico, giocando da padroni del campo, ma è bastato segnare il raddoppio perché puntualmente cominciassimo a montarci la testa. C'è quindi un insegnamento da cogliere: nella prima mezzora se vuoi, puoi; negli ultimi quindici minuti del primo tempo se pecchi di presunzione paghi. Per fortuna nel secondo tempo siamo entrati in campo con lo spirito giusto".


