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Torino, Ventura e le partenze intelligenti

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Federico Errante
martedì 11 ottobre 2011, 13:35Torino
autore Federico Errante
11.10.2011 13:35Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Psicologo e trasformista, non solo allenatore. Anche esperto di partenze sprint. In due parole, Giampiero Ventura. Se il Toro è un diesel perché ingrana alla distanza e finora ha costruito la base del suo primato sui secondi tempi (13 punti conquistati nell'ultimo quarto d'ora di partita), il suo allenatore si sta dimostrando uno scattista d'altri tempi. Ai nastri di partenza Ventura ha già bruciato tutti: nove partite, sette vittorie e due pareggi.

Il Toro è lassù, vetta che nessuno in estate pensava di raggiungere così in fretta: il Sassuolo (terzo) è a sei lunghezze, la Sampdoria (settima) a nove. Neanche l'allenatore, probabilmente, si aspettava un inizio così. Nel Toro del «Se vuoi, puoi», Ventura ha raggiunto un nuovo piccolo record: mai aveva incassato 23 punti in nove giornate. «Non c'è nessun segreto in quello che stiamo facendo – così il timoniere granata – nel calcio non si inventa più nulla. Sono tre i fattori determinanti: lavoro, disponibilità, idee. Quando questi convergono tutti in un gruppo, allora si può costruire qualcosa d'importante. Non esistono misteri, né ragioni particolari perché siamo partiti così. È solo il frutto di ciò che stiamo cercando di fare, ogni giorno proviamo sempre a imparare qualcosa di nuovo. Siamo cosa vogliamo, dipende da noi. Lo ripeterò all'infinito: questa squadra deve guardarsi solo da se stessa». È davvero Mister Libidine, adesso.

Fa godere i tifosi e un po' gode di gusto anche lui, per la prima volta dopo tanto tempo. Dopo l'esperienza barese in serie A cominciata alla grande – «Alla fine del girone d'andata avevamo la miglior difesa d'Europa», sottolinea – ma finita con lacrime e dimissioni, anche per Ventura è una sorta di Primavera. I numeri gli sorridono. Il Toro ha superato anche il Pisa «dei miracoli»: in coppia con Petrachi costruì un gruppo pronto per il doppio salto di categoria. Arrivava dalla serie C, si fermò nei play-off sfiorando la A. Anche allora iniziò con cinque vittorie di fila in trasferta, una serie positiva che lo portò ad arrivare a fine stagione a 11 successi esterni. In B ci è riuscita solo la Juventus di Deschamps: il prossimo obiettivo di Ventura.

Nella stagione 2006-2007 i bianconeri erano due taglie sopra tutti e inanellarono 19 risultati utili consecutivi, fino all'1-0 di Mantova. Dopo nove giornate avevano 25 punti, due più del Toro di adesso: se sabato Ventura batte la Juve Stabia raggiungerà lo score che i bianconeri avevano cinque anni fa dopo dieci turni: 26 punti. Il gruppo di Deschamps arrivò al giro di boa a 48 e fu promosso con quattro giornate d'anticipo, nonostante i 9 punti di penalità. Il confronto con quella Juventus farcita di nazionali esalta l'avvio del Toro: per fare i conti è troppo presto, ma c'è già chi sogna.

Fonte: La Stampa

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