Torino, Ventura a Cairo: "Antenucci mi serve"
Renato Chieppa
Tutta la verità su Antenucci, e non solo. Questa mattina a Milano, negli uffici della Cairo communication, è in programma il primo, autentico vertice di mercato del club. Se le linee guida erano già state tracciate una settimana fa, dopo la presentazione di Ventura, ora si comincia a far sul serio: con i nomi dei rinforzi.
Il Torino ha trenta giorni per consegnare al neo allenatore una rosa già competitiva per il ritiro di Sappada, secondo la promessa di Cairo: «Quest’anno abbiamo più tempo, sfruttiamolo», l’input dell’editore. Il primo punto riguarda Antenucci. Ventura l’ha messo in cima alla lista dei desideri. Petrachi ha in mano il futuro dell’attaccante: se paga un milione e mezzo al Catania per la seconda metà dell’attaccante, l’operazione si chiude.
Ma i granata puntano ad un forte sconto, sul piatto sini disposti a mettere persino Bianchi, per il quale si cerca una sistemazione: ma il bomber ha già fatto sapere di non essere convinto alla soluzione siciliana. Ha altre prospettive.
Petrachi cerca facce da Toro in tutti i reparti. A cominciare dal portiere. Dopo aver rifiutato Viotti della Triestina, la scelta sembra circoscritta tra essere tra Puggioni della Reggina e Rosati del Lecce. Il sogno si chiama sempre Gillet del Bari, che piace a mezza serie A.
La difesa è da costruire. L’unico punto certo è Di Cesare. Al suo fianco c’è Ogbonna, ma nonostante i desideri di Ventura, in caso di un’offerta concreta il neo azzurro partirà per lidi più competitivi. Da scegliere anche i terzini. A destra piace Martinelli del Vicenza, già al Torino all’epoca di Cimminelli. All’opposto c’è Rubin. Il veneto è tornato dal prestito al Bologna, ma bisogna convincerlo a restare in B: ha numerose offerte dalla massima serie.
La mediana ha due grossi punti interrogativi e tutte le caselle vuote. Potrebbe tornare De Feudis, più che De Vezze. Si avvicina anche Gazzi del Bari: piace molto a Ventura.
Le scelte dell’attacco, invece, dipenderanno anche dal caso Antenucci: se rimane, si cercherà un’alternativa al confermato Sgrigna: in corsi i soliti noti, Cacia, Ebagua e Mastronunzio.


