Torino, una dote per Ventura
Federico Errante
La nuova accelerazione del Torino in campionato, lo strappo granata verso la serie A è stato accompagnato in queste settimane da uno spettatore molto interessato: Alessio Cerci. L'esterno offensivo della Fiorentina, ormai in rotta con l'ambiente viola e ai ferri corti con l'allenatore Rossi (che domenica scorsa lo ha definito «un bambino» per aver impiegato 8 minuti a subentrare all'infortunato Jovetic), si è convinto che il rilancio della sua carriera passa necessariamente dal ricongiungimento con Giampiero Ventura.
Ventura è l'allenatore che più ne ha esaltato le caratteristiche, Ventura è il maestro che ne ha saputo limare i difetti e lucidare i pregi, Ventura è forse quel «padre» che ha l'esperienza, la pazienza di addolcire e smussare le spigolature di un talento intermittente, bizzarro e stravagante come Cerci. Nella stagione 2007-08, con la maglia del Pisa, squadra allestita da Petrachi e guidata in panchina dall'attuale allenatore granata, la promettente ala destra di Valmontone impreziosì il suo campionato con 10 reti e si impose all'attenzione generale lasciando intravedere lampi di fuoriclasse. Negli anni successivi, una volta reciso il cordone ombelicale da Ventura, la carriera di Cerci è stata un peregrinare continuo, senza meta.
La Fiorentina, che lo ha prelevato fuori rosa dalla Roma a fine estate 2011, lo ha proposto con continuità in serie A, l'allenatore Mihajlovic lo ha difeso, protetto e valorizzato. La consacrazione di Cerci sembrava finalmente arrivata tra la fine dello scorso campionato e l'inizio di questo: Alessio-gol, straripante, era riuscito a realizzare 10 reti in 11 partite, l'ultima in campionato il 2 ottobre contro la Lazio. Da quel giorno, quand'era in odore di Nazionale, l'eclissi. La mazzata finale è stata l'arrivo di Delio Rossi, che ha tentato prima un'improbabile riconversione di Cerci nel ruolo di seconda punta, poi ha represso a suon di panchine e tribune le sue inquietudini.
A gennaio il talento romano è stato ad un passo dal Genoa: la trattativa, basata su uno scambio di calciatori, è saltata perché Preziosi non si è convinto ad inserire Veloso nell'affare. Ci ha provato anche il Torino, ma la richiesta della Fiorentina (almeno 6 milioni) ha congelato l'operazione.
La prospettiva di scendere in serie B ha raffreddato subito la suggestione. O forse, più precisamente, l'ha soltanto rinviata. Il Toro proiettato verso la serie A è oggi la meta più naturale per il suo futuro. Su che basi impostare l'affare? Ci sono due condizioni essenziali: la promozione dei granata e la permanenza di Ventura. Poi due variabili su cui lavorare: il costo del cartellino e l'ingaggio. La Fiorentina la prossima estate avrà ammortizzato già due anni del costo di Cerci, all'origine di 4 milioni. La società viola sa che non può realizzare un affare, ma si accontenterebbe di operare una plusvalenza, la richiesta iniziale sarà di 3 milioni.
Il calciatore ha un contratto in scadenza con i viola nel 2015 e percepisce 800 mila euro nette all'anno. Non pochi per i parametri di Urbano Cairo. Ma a fronte dell'esigenza oramai improcrastinabile di cambiare aria sarebbe disposto anche ad accettare una decurtazione dell'ingaggio, meglio se spalmata su un altro anno-due di contratto. È la classica operazione di opportunità che farebbe tutti contenti. Ecco perché ha molte possibilità di andare in porto.


