Torino, tutti i dubbi dei "senza Bianchi"
Federico Errante
Orfani del totem Bianchi per 270 lunghissimi minuti. Se con Ventura tutti sono uguali, dover fare a meno del bomber, capitano, rigorista e attaccante più utilizzato finora (1059', undici partite da titolare), potrebbe essere un bel guaio per il Toro. Il calendario prevede Crotone e Padova fuori casa, Livorno all'Olimpico: un bel menù nel momento in cui i granata, che guidano la B da soli dall'ottava giornata, per la prima volta hanno rallentato la corsa alla serie A – media punti di 1 a partita nelle ultime due contro i 2,4 delle prime tredici – a causa dei pareggi consecutivi contro Sassuolo e Bari.
Con la squalifica di Bianchi per tre turni la coperta è diventata ancora più corta per Ventura. Soprattutto in attacco, dove già da un mese e mezzo l'allenatore rinuncia ad Antenucci, dirottato sulla fascia sinistra per tappare l'emergenza sulle fasce inaugurata da Oduamadi alla seconda giornata e proseguita con gli infortuni eccellenti di Guberti e Surraco, sulla carta i titolari delle corsie esterne offensive.
Ventura sarà costretto a cambiare ancora una volta pelle alla squadra. «Rolly era meglio averlo, ci mancherà», ammette Sgrigna, che nel gioco delle coppie perde il compagno preferito d'attacco: i due sono partiti 4 volte insieme e hanno giocato 265'; meglio ha fatto solo il binomio Bianchi-Ebagua con 367'. Se lo stop forzato del capitano aprirà nuovi scenari per il Toro, paradossalmente il vento di emergenza potrebbe portare stimoli maggiori ad un gruppo che non è più il rullo compressore dell'inizio. Una bella sveglia suonerà in attacco, il cui score (19 gol, l'ottavo della categoria) stride con la prima posizione in classifica dei granata. Senza il bomber per eccellenza, gli altri tre avranno ancora più responsabilità. «Possiamo fare meglio e dare ancora qualcosa in più – assicura Sgrigna – ma se non avessimo concretizzato nulla adesso non saremmo primi. L'attacco vale 50 gol, ma contro di noi le squadre si chiudono a riccio: a Verona, per esempio, ci hanno affrontato a viso aperto e ne abbiamo fatti tre. Comunque in serie A si va con la migliore difesa».
Ventura potrebbe rimettere in discussione il modulo: senza Bianchi e con la coperta corta il 4-2-4 può essere un rischio. Ecco che può tornare in auge il 4-3-3, soluzione d'emergenza ma efficace, già provata a Nocera: un mediano in più (Vives, ma De Feudis scalpita) e un attaccante puro in meno. A Crotone potrebbe tirare il fiato Antenucci, che ha giocato titolare nove delle ultime dieci partite e in un ruolo molto dispendioso come l'ala. Con Sgrigna e Stevanovic, probabilmente la punta più in palla (è anche quella che ha giocato di meno, 449'), tornerebbe Ebagua dal primo minuto.


