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Torino, stasera per scrivere la storia

autore
Francesco Rossi
mercoledì 2 giugno 2010, 12:27Torino
autore Francesco Rossi
02.06.2010 12:27Torino

Stasera si fa la sto­ria e, soprattutto, si fa il futuro. Quello del Torino, che non può permettersi di restare un’altra stagione in serie B per ragioni innanzitutto economiche. Co­munque la pensiate su Cairo, su Colantuono, sui giocatori, su Petrachi e compagnia, og­gi non conta nulla: oggi tutto è Toro, tutti sono Toro. Non ci so­no facce, cognomi, colpe, meri­ti, amori né dissapori: c’è la ma­glia granata e basta. Una ma­glia a vestire un pugno chiuso come una morsa che vuole but­tare giù i muri posti tra sé e la serie A.

PARTIRE BENE - Stasera si fa la storia perché stasera non c’è passato. Non c’è stato cam­pionato, questo è il campiona­to. Prima è il nulla: non conta­no le vittorie e le sconfitte, la caduta e la risalita. E’ come se non fossero esistite. Sono nien­te senza i playoff. Sarà l’esito di questi a scrivere la stagione 2009-10, la storia appunto. Ora 18.30, stadio Olimpico di Tori­no, avversario il Sassuolo: an­data della semifinale, ovvero il piede di partenza che è tutto nel percorso breve, come ci ri­corda l’atletica regina dello sport. E i playoff sono i 100 me­tri, se sei bravo diventano i 200. Il piede di partenza è an­cora di più, per il Toro. Perché lo muove in casa, perché parte dalla condizione di svantaggio determinata dal quinto posto contro il quarto dei modenesi: a loro basterebbero due pareg­gi, i granata devono vincere una delle due partite e pareg­giare l’altra o almeno perderla con minor scarto di gol. E’ di più perché cominciare forte, bene può scatenare l’entusia­smo, dare fiducia, accrescere la consapevolezza della propria forza: elementi decisivi nel cal­cio. Vieppiù nel Torino, piazza emotiva e passionale come nessuna.

IN CAMPO TUTTI - Dentro il pugno granata che scende in campo sul calar della lumino­sa sera pre-estiva, ci saranno uno per uno tutti i giocatori. Quelli che entrano in campo e quelli della panchina, ancor più i destinati alla tribuna e gli infortunati e squalificati. Ci sa­ranno i dirigenti e i medici, i massaggiatori e le segretarie, il segretario e i magazzinieri, ci saranno uno per uno tutti i tifosi, le centinaia di migliaia di persone che hanno a cuore il Toro. Ma per farcela ci sono da superare una squadra e una società davanti alle quali biso­gna alzarsi in piedi: per come ha giocato, per come ha opera­to. Una formazione ben assem­blata dalla dirigenza e ben di­retta da Stefano Pioli, allena­tore che tra l’altro sa rendere sempre difficile la vita ai gra­nata (al di là del rigore negato e del gol in fuorigioco con cui al­l’andata di campionato il Sas­suolo espugnò l’Olimpico). Non sarà per nulla facile, per il To­rino che come blasone, numeri, città, fatturato e iniziali ambi­zioni fa la parte del gattone contro il topolino. Però chi ha vissuto quest’annata sa bene quanto sia falsa e fuorviante questa immagine.

 

Fonte: tuttosport

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