Torino, stasera per scrivere la storia
Francesco Rossi
Stasera si fa la storia e, soprattutto, si fa il futuro. Quello del Torino, che non può permettersi di restare un’altra stagione in serie B per ragioni innanzitutto economiche. Comunque la pensiate su Cairo, su Colantuono, sui giocatori, su Petrachi e compagnia, oggi non conta nulla: oggi tutto è Toro, tutti sono Toro. Non ci sono facce, cognomi, colpe, meriti, amori né dissapori: c’è la maglia granata e basta. Una maglia a vestire un pugno chiuso come una morsa che vuole buttare giù i muri posti tra sé e la serie A.
PARTIRE BENE - Stasera si fa la storia perché stasera non c’è passato. Non c’è stato campionato, questo è il campionato. Prima è il nulla: non contano le vittorie e le sconfitte, la caduta e la risalita. E’ come se non fossero esistite. Sono niente senza i playoff. Sarà l’esito di questi a scrivere la stagione 2009-10, la storia appunto. Ora 18.30, stadio Olimpico di Torino, avversario il Sassuolo: andata della semifinale, ovvero il piede di partenza che è tutto nel percorso breve, come ci ricorda l’atletica regina dello sport. E i playoff sono i 100 metri, se sei bravo diventano i 200. Il piede di partenza è ancora di più, per il Toro. Perché lo muove in casa, perché parte dalla condizione di svantaggio determinata dal quinto posto contro il quarto dei modenesi: a loro basterebbero due pareggi, i granata devono vincere una delle due partite e pareggiare l’altra o almeno perderla con minor scarto di gol. E’ di più perché cominciare forte, bene può scatenare l’entusiasmo, dare fiducia, accrescere la consapevolezza della propria forza: elementi decisivi nel calcio. Vieppiù nel Torino, piazza emotiva e passionale come nessuna.
IN CAMPO TUTTI - Dentro il pugno granata che scende in campo sul calar della luminosa sera pre-estiva, ci saranno uno per uno tutti i giocatori. Quelli che entrano in campo e quelli della panchina, ancor più i destinati alla tribuna e gli infortunati e squalificati. Ci saranno i dirigenti e i medici, i massaggiatori e le segretarie, il segretario e i magazzinieri, ci saranno uno per uno tutti i tifosi, le centinaia di migliaia di persone che hanno a cuore il Toro. Ma per farcela ci sono da superare una squadra e una società davanti alle quali bisogna alzarsi in piedi: per come ha giocato, per come ha operato. Una formazione ben assemblata dalla dirigenza e ben diretta da Stefano Pioli, allenatore che tra l’altro sa rendere sempre difficile la vita ai granata (al di là del rigore negato e del gol in fuorigioco con cui all’andata di campionato il Sassuolo espugnò l’Olimpico). Non sarà per nulla facile, per il Torino che come blasone, numeri, città, fatturato e iniziali ambizioni fa la parte del gattone contro il topolino. Però chi ha vissuto quest’annata sa bene quanto sia falsa e fuorviante questa immagine.


