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Torino, si lavora sempre sull'asse Do Prado-Giaccherini

autore
Francesco Rossi
mercoledì 23 giugno 2010, 16:39Torino
autore Francesco Rossi
23.06.2010 16:39Torino
Il ds Petrachi è a Milano per tentare di chiudere due operazioni che arricchirebbero il reparto avanzato di Lerda. Al Cesena interessa la conferma di Malonga
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

C’è stato un tempo in cui Gianluca Petrachi po­teva quasi pavoneggiarsi del soprannome che gli addetti ai lavori gli avevano appiccicato addosso come un’etichetta: Mi­ster Parametro Zero. Definizio­ne perfetta e politicamente cor­retta riguardo la capacità di scovare nelle varie categorie il calciatore ancora inespresso piuttosto che il talento caduto in disgrazia. Bei tempi quei momenti in cui Petrachi pote­va innestare nel tessuto delle sue squadre la cellula giusta: quello sì che era mercato, per quanto sempre più ricco di fan­tasia che di denari. Oggi inve­ce il ds di Cairo deve fare il mercante e ricorrere agli scam­bi e ai baratti per chiudere qualche affare: ma siccome vi­viamo in un’epoca di recessio­ne, vallo a trovare qualcuno di­sposto a prendere come contro­partita tecnica un giocatore del Torino, con quello che guada­gnano certi ex pupilli cairoti.

ZAVORRATO Il regolamento impedisce alle squadre della serie B di avere organici extra­large: la rosa deve essere com­posta da 19 giocatori, più le so­lite minime eccezioni per i gio­vani e per gli elementi cresciu­ti nel settore giovanile. Ne de­riva che in questo momento, senza un’operazione in uscita, Petrachi non possa permetter­si un’altra entrata. Da piazza­re altrove, priorità assoluta, ci sono quei ragazzi che al Torino hanno fatto il loro tempo, col­pevoli soltanto di evocare ai tifosi granata la retrocessione della serie A di un anno fa e di ricordare l’infelice girone d’an­data dell’ultimo campionato. E’ il caso di Colombo, che pure poi non ha demeritato nella Triestina malgrado un’altra retrocessione. Vale per Diana (rinato nel Bellinzona: difatti il club svizzero sta lavorando per riscattarlo, offrendo ai grana­ta l’ex trevigiano Russotto, non a caso rinfrancato a Croto­ne da Lerda, neo tecnico gra­nata); ed ancor più esemplifi­cativo con Di Michele, sceso a Lecce con ritrovata umiltà e protagonista della promozione salentina. Loviso invece non si è ritagliato spazio tra i gial­lorossi pugliesi, tuttavia la re­trocessione del Livorno gli ria­pre le porte per tornare alla corte di Spinelli, il presidente che la scorsa estate l’aveva ce­duto al Toro in compartecipa­zione. Saumel e Zanetti sono stati baciati in fronte dalla sfortuna, a Brescia e Bergamo (intesa come Atalanta): il loro futuro è altrove ma hanno an­cora molto da dire e da dare. Come Pisano e più ancora, vi­sta l’età, Bottone. Tra i tanti, solo Pratali sembra poter am­bire a una ricollocazione gra­nata: ma solo se, dopo Loria, partirà anche il mancino Og­bonna (l’Everton insiste e il giovane difensore granata sta seriamente pensando alla pro­posta inglese).

SOGNO GIACCHERINI Co­me si diceva, il vero problema dei succitati giocatori è l’ingag­gio: fuori portata per almeno dieci club della serie A, figurar­si in B. E così gli scambi e i ba­ratti non decollano, anche per­ché al momento Petrachi resta un ministro senza portafoglio: non è ancora tempo d’incentivi economici, unico viatico per ogni campagna di rottamazio­ne. Dopo la risoluzione delle compartecipazioni qualcosa cambierà, anche perché nei propositi del ds c’è la saggia (ma chissà quanto realizzabile) idea di consegnare a Lerda, per l’inizio del ritiro (a Norcia, indi­cativamente dal 10 luglio) il 70 o forse pure l’80% della rosa da allenare. Domani il Toro farà la sua parte per riscattare D’Ambrosio e col Vicenza si cercherà la soluzione migliore per Gorobsov. Intanto col Ce­sena si ragiona sul futuro di Malonga: che non c’entra con quello di Do Prado, perché si tratta di due operazioni auto­nome, ma che comunque può favorire il passaggio del fanta­sista al Toro, dove ritroverebbe il suo mentore Lerda. Anche Giaccherini, che però pare vi­cinissimo al Parma, resta un obiettivo caldo. Come Gabio­netta del Crotone, dove però il valore aggiunto determinato dall’allenatore colloca il Toro in pole position

Fonte: tuttosport

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