Torino, rimonta e polemiche
Daiana Di Nuzzo
Senza Rolando Bianchi il Torino costruisce la vittoria, con Rolando Bianchi il Torino la mette al sicuro. La cronaca del successo che potrebbe rilanciare il Toro non può che cominciare dall'audace, e probabilmente azzeccata, scelta di Franco Lerda e dalla furiosa reazione del bomber granata dopo il gol del 3-1.
Il tecnico si gioca l'ultima chance escludendo dall'inizio il suo capitano: l'unico della squadra a segnare finora in questo 2011, senza vittorie però. L'avvio del Toro è frizzante, con Lazarevic e Pagano attivi sulle fasce. I problemi però non sono evidentemente tattici ma di testa, e infatti lo psicodramma granata si materializza al dodicesimo, quando una prolungata dormita permette al Pescara di sballottare la difesa fino al colpo vincente di Diamoutene. L'Olimpico, già spettralmente silenzioso, si fa gelido. E il Pescara accentua la depressione del Toro andando ad aggredirlo nella sua metà campo.
A metà tempo la scossa arriva dalle fasce, ma le penetrazioni di Lazarevic e Antenucci non trovano adeguato sostegno. Lì in mezzo dovrebbe esserci Sgrigna, che per novanta minuti sarà sempre assente ingiustificato. Ecco perché diventa determinante l'inserimento dei centrocampisti centrali, che finalmente arriva al minuto trentaquattro, quando sul cross disegnato da Pagano a centro area arriva in beata solitudine De Vezze. Ed è il primo gol del Torino segnato da qualcuno che non sia Bianchi nel 2011. Nonostante l'invito di Lerda di insistere nella pressione, il Toro molla un po' e il Pescara si fa vedere nel finale di tempo con un paio di incursioni di Sansovini.
Lerda, allora, ribadisce le istruzioni negli spogliatoi e poco dopo il rientro in campo, al quarto minuti, Antenucci, pescato dal lancio di Ogbonna, resiste all'opposizione non abbastanza convinta di Diamoutene e mette dentro la rete che potrebbe davvero dare una svolta alla stagione del Toro. A questo punto il Pescara, così bravo nel sottolineare le difficoltà psicologiche degli avversari, fatica a proporre qualcosa, mentre soffre terribilmente le spaventose accelerazioni di Lazarevic, e Zanon rischia qualcosa di troppo.
Al minuto sessantasette tocca a Bianchi, al posto di Pagano e appena oltre la mezzora il capitano capitalizza un contropiede avviato da Antenucci e raffinato da Lazarevic, rovinando poi il tutto con la polemica corsa verso la panchina. Ma è il gol che mette il Toro al sicuro, anche se il finale riserva comunque qualche sofferenza. Nicco dà infatti la sveglia al Pescara, impegnando Rubinho e colpendo anche una traversa. A due dal novantesimo, la partita potrebbe riservare un finale infuocato, perché Massa sanziona l'opposizione di Rivalta con la mano sulla rovesciata di Olivi. Ma Sansovini si fa fermare da Rubinho: per il portiere brasiliano l'occasione per ritrovare fiducia, come tutta la squadra. Da una vittoria così, il Torino potrebbe seriamente ripartire, anche perché significa il ritorno in zona playoff. Sempre che, però, la frattura tra Bianchi e Lerda si ricomponga. Al Toro, servono tutti e due.


