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Torino, riecco i tuoi giovani

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Federico Errante
venerdì 18 novembre 2011, 11:09Torino
autore Federico Errante
18.11.2011 11:09Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Image Sport

Coperta corta? Spazio ai giovani. Verdi e Oduamadi tornano in pista di lancio. Nel Toro bricolage, ogni pezzo è importante ma nessuno indispensabile. Neanche quando il tassello mancante è Rolando Bianchi, il perno più utilizzato nei piani alti dell'edificio, l'attacco.

L'ultima defezione di peso ha acceso i riflettori su una rosa granata in improvvisa dieta dimagrante. E che adesso è fin troppo snella. Se ad agosto contava 27 giocatori, domani saranno appena 20 i disponibili per la trasferta di Crotone.

Non è una maledizione, di certo Ventura non può sorridere. Uno dopo l'altro, sono caduti diversi pilastri sui quali l'allenatore pensava di poggiare le basi del suo Toro. Prima, il titolare della fascia sinistra Guberti: distorsione del ginocchio con rottura del legamento crociato anteriore. Poi, quello di destra Surraco: ancora il ginocchio. Infine Darmian, kappaò al bacino domenica scorsa contro il Bari. Quattro assenze, con quella del capitano, che sommate a Suciu (problemi muscolari dalla partita contro la Sampdoria di un mese e mezzo fa), Pagano (lunedì ultimo consulto per il via libera) e al baby Chiosa, hanno ridotto all'osso il gruppo granata.

Ma c'è anche un rovescio della medaglia, positivo. L'emergenza del Toro sarà l'occasione giusta per tornare a vedere dopo tanto tempo Verdi e Oduamadi, i baby di scuola Milan che si sono rivelati le vere sorprese di inizio stagione. I due hanno fatto un po' perdere le loro tracce dopo una partenza scoppiettante. Ad Ascoli, il primo confeziona il rigore che poi Bianchi trasforma in pareggio, il secondo a tre minuti dal termine realizza il gol vittoria. Il fenomeno Toro nasce dopo: a fine agosto sono loro, quarant'anni in due e alla prima partita da professionisti, a far accendere i riflettori sulla squadra. Troppo bello: ci pensa subito la sorte a riportarli sulla terra. Il più grande, Oduamadi, si ferma alla seconda giornata contro il Cittadella a causa di uno stiramento. Una storia in stile Toro. Ventura lo premia con l'esordio tra i titolari, lui per troppa voglia di mettersi in luce non rivela un dolorino che sente agli adduttori, che a fine partita gli porta il conto: quaranta giorni di stop. A metà ottobre torna nei ranghi, ma nel frattempo a destra è esploso Stevanovic e sulla sponda opposta la soluzione Antenucci, sradicato dall'attacco, miete consensi.

Diversa la situazione di Verdi. Gioca le prime cinque partite, tre da titolare, cavalcando l'onda della sorpresa; poi sparisce per tornare in scena per l'ultima volta a Verona nei minuti finali: da allora è passato un mese e mezzo. Solo dopo si capisce il perché della flessione: pubalgia. Da tre settimane, Verdi è in grande ripresa e contro il Bari, se non si fosse infortunato Darmian, sarebbe entrato. «Siamo pronti, ora tocca a noi», dicono i due all'unisono. Ventura ha rallentato il loro rientro, magari molto prudente, per non bruciare due giovani sui quali confida molto, adesso e in futuro: quando si comincerà a fare i conti per la promozione la loro freschezza sarà l'arma in più. Intanto, domani almeno uno dei due tornerà in campo, forse dall' inizio. Il maggiore indiziato è Verdi. La squalifica di Bianchi potrebbe riportare Antenucci nel suo ruolo naturale e sbloccare quella casella che ormai la punta occupa da un mese e mezzo.

Fonte: lastampa.it

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