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Torino, reclamo respinto: ci sarebbe stato un errore nella formulazione

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Federico Errante
martedì 13 dicembre 2011, 10:45Torino
autore Federico Errante
13.12.2011 10:45Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

Niente vittoria a tavolino, nessuna possibilità di rigiocare la partita dal 1° minuto ed ora la beffa di scendere in campo mercoledì a Padova per giocare quei 14’ restanti di una partita assurda, con l’1-0 a favore dei padroni di casa. Il ricorso presentato dal Toro per ottenere lo 0-3 senza scendere di nuovo in campo all’Euganeo, dopo il blackout all’impianto luci dello stadio veneto, è stato respinto sonoramente ieri pomeriggio dal giudice sportivo della serie B. «Reclamo inammissibile» è la sentenza di Gianfranco Valente, che boccia ogni richiesta del Torino in punta di diritto sportivo e fa capire che gli errori formali commessi dai dirigenti granata impediscono di fare giustizia.

La società granata aveva presentato un ricorso per chiedere la vittoria, attraverso la responsabilità oggettiva ai danni del Padova, in base al mancato funzionamento dell’impianto di illuminazione artificiale (art. 29, n. 5, del Codice di giustizia sportiva) ed all’irregolare andamento della gara (art. 29, n. 3) a causa delle consequenziali reiterate interruzioni della gara. Il giudice, però, ha osservato che «la rituale proposizione del reclamo deve presupporre necessariamente la formulazione di una specifica riserva verbale, nel caso in cui la irregolarità sia intervenuta durante la gara o per altre cause eccezionali, formulata dal capitano della squadra interessata, che l’Arbitro deve ricevere alla presenza del capitano dell’altra squadra, facendone immediata annotazione sul cartoncino di gara».

Il rapporto arbitrale, invece, documenta che non solo tale riserva non è stata ritualmente formulata ma che, addirittura, al termine della gara «Dopo circa 30 minuti dalla sospensione definitiva alla presenza della quaterna, dell’osservatore arbitrale Cicogna Sergio, dal vice commissario Can B Emidio Morganti, dei capitani, dei dirigenti accompagnatori e del rappresentante della Procura federale, il rappresentante della Lega di Serie B sig. Samuele Visentin ci comunicava che, in accordo con le due Società, la gara sarebbe proseguita l’indomani 4/12/2011 alle ore 14.30».

In pratica con l’accordo tra Padova e Torino di riprendere il giorno dopo, patto poi respinto dal Toro, le basi per ottenere una vittoria a tavolino sono subito sfumate. I granata dovevano chiedere di ristabilire le condizioni di gioco, dando 45 minuti di tempo (come da regolamento) alla società ospitante, ma questo non è accaduto. In più il giudice (al secondo punto del reclamo) ha escluso che ci possa essere la propria sindacabilità «dei fatti che investono decisioni di natura tecnica o disciplinare adottate in campo dall’Arbitro, o che siano devoluti all’esclusiva discrezionalità tecnica di questi ai sensi della Regola 5 del Regolamento del giuoco del calcio». La regola 5 del Regolamento sancisce «che l’Arbitro… interrompe temporaneamente la gara, la sospende o la interrompe definitivamente a seguito di interferenze esterne, di qualunque genere».

Per tutto questo, ai sensi dell’articolo 29 del codice di giustizia sportiva, è stata dichiarata l’inammissibilità del reclamo proposto dal Torino. Che ora potrà presentare ricorso alla Commissione Disciplinare, ma prima dovrà scendere in campo mercoledì a Padova per chiudere una partita ormai maledetta.

Fonte: lastampa.it

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