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Torino, Pulici: "Questa squadra arriverà fiino in fondo"

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Federico Errante
venerdì 7 ottobre 2011, 20:36Torino
autore Federico Errante
07.10.2011 20:36Torino
FotoTuttoB.com

Paolo Pulici, per un inizio così bisogna scomodare i ricordi del suo Toro tricolore. Durerà la Primavera granata?

«Il Toro può andare fino in fondo perché ha trovato l'allenatore con l'esperienza giusta, che sa comportarsi con la squadra e caricarla a dovere, senza stressarla. In passato non succedeva».

Ventitrè calciatori utilizzati, 8 formazioni diverse in altrettante partite, il primato solitario. Qual è il segreto?

«Nessuna magia, nel calcio non si inventa più niente. Non credete agli innovatori, ma seguite chi lo conosce bene. Come Ventura. I risultati sono frutto di tanta dedizione: fa cose semplici, anche banali, sa come far sentire un gruppo vero. Per giocare devi sudarti la maglia».

Il Toro con il sorriso è la formula per la promozione?

«È il primo punto della rivoluzione. Il Toro vince perché è sereno e spensierato. Una delle regole che mi dicevano da ragazzino era: “Se vai in campo allegro fai felice tutti, ma se vai in campo arrabbiato danneggi tutti”. È il gioco di squadra che conta e Ventura l'ha tirato fuori».

Intravede lo spirito di quegli anni ruggenti?

«Vedo un gruppo che si diverte a giocare e che si comporta come tale. Ai miei bambini dico sempre che la squadra è come una mano: se ti dà uno schiaffo fa male, ma se ti dà un pugno ti stende. Ecco, il Toro è tornato a dare pugni».

Dopo tanto navigare a vista, i granata stanno prendendo una buona strada. I rinnovi di Ogbonna e Bianchi possono fargliela deviare?

«Devono essere le basi del Toro di domani e il punto di riferimento per i nuovi, altrimenti non c'è futuro. Bisogna cambiare il meno possibile per costruire qualcosa di credibile, lo stesso discorso vale per l'allenatore. Può essere l'inizio di qualcosa di grande e i tifosi sono tornati a crederci, guai illuderli».

I giovani l'hanno stupita?

«Sì, non me li aspettavo così forti. Peccato non siano di proprietà, a parte Suciu. Il Toro deve imparare a coltivarli e a farli affezionare alla maglia. In mancanza di tanti soldi, le squadre si costruiscono anche così. Ma la gente sembra averlo dimenticato».

Fonte: lastampa.it

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