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Torino, pronto a sfatare il tabù Olimpico

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Federico Errante
mercoledì 5 ottobre 2011, 16:15Torino
autore Federico Errante
05.10.2011 16:15Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Riconquistata l'autostima, galvanizzata la gente granata e piazzata la squadra al primo posto, ora il Toro deve compiere un nuovo passo in avanti per proseguire con successo nel piano promozione: far rendere il proprio fattore campo. «Spero che l'Olimpico diventi sempre più casa nostra - esorta Giampiero Ventura alla vigilia di Torino-Grosseto - perché lo merita il pubblico per come ci sostiene e lo meriterebbero anche i miei ragazzi che devono sentirsi sempre più a casa».

Non tanto a livello di affetto, visto che il calore del pubblico torinista sta travolgendo tutto e tutti in questa stagione («Vedo finalmente in giro tifosi con sorrisi a 32 denti», annota Ventura), ma nel conteggio materiale dei punti per tornare in serie A. Perché ad un Toro schiacciasassi in trasferta, 4 vittorie su 4 partite, si contrappone un Toro più timido e leggero sotto la Mole. Nelle prime tre partite casalinghe sono maturati due pareggi (1-1 col Cittadella e 0-0 col Brescia) e la netta vittoria per 2-0 sul Varese. In totale 5 punti conquistati sui 9 disponibili, quasi a voler confermare il trend di uno stadio poco bunker e tanto groviera. Da quando il Toro è tornato nel 2006 nel ristrutturato Comunale, tra serie A, serie B e Coppa Italia sono stati giocati 108 incontri con 45 vittorie, 30 pareggi e 33 sconfitte, per una media di 1,52 punti a partita.

Non proprio uno score da campo inviolabile e così dopo aver invertito nefaste tradizioni e ridato linfa allo spirito granata, ora Ventura vuole esorcizzare l'Olimpico attraverso il gioco e i risultati. «Abbiamo iniziato a seminare - dice - e questo entusiasmo ci fa capire che abbiamo raggiunto il nostro primo obiettivo, per altro in tempi rapidi». Dopo i 17mila col Cittadella, i 14mila col Varese e i 18mila col Brescia, anche questa sera a vedere il Toro ci saranno più di 15mila spettatori (8mila abbonati e 5.600mila biglietti venduti in prevendita, con la Maratona già esaurita) per una partita infrasettimanale di B contro il poco blasonato Grosseto (sempre sconfitto a Torino). «La gente ci ha già stupito - ammette il tecnico - e queste affluenze sono figlie di quello che fai. Ora dipende solo da noi e dalla nostra mentalità. Siamo partiti per scalare una montagna ed ora siamo su una collina. È sempre salita e se qualcuno pensa che presto ci sarà la discesa, si sbaglia di grosso».

Non a caso Ventura ieri ha battuto il tasto sull'umiltà e sulle motivazioni da mettere in campo per battere l'imbattuto Grosseto. «Chi pensa che all'Olimpico sarà una passeggiata di piacere è fuori strada - avvisa -, perché è una partita dieci volte più difficile rispetto a quella di Marassi con la Samp. Mi aspetto risposte sul piano morale e su quello della capacità di risolvere i problemi in campo: troveremo delle difficoltà e dovremo superarle con la nostra forza e la nostra fame. Qui dopo la vittoria di Genova c'è stata tanta euforia, ma è adesso che bisogna iniziare a lavorare sul serio».

Serve dunque un Toro che non perda la testa, sia in campo che in classifica, ma l'emergenza esterni (fuori Guberti, Verdi, Oduamadi e Suciu con Pagano e Surraco pronti a metà) non aiuta i granata. Per questo Ventura ieri ha varato nella rifinitura un 4-3-3 con la mediana Basha-Iori-Vives a sostegno del tridente Stevanovic-Ebagua-Antenucci. A meno di sorprese Bianchi e Sgrigna partiranno dalla panchina per un turnover (domenica si gioca a Verona) che si completa sulle fasce, dove tornano D'Ambrosio e Zavagno.

 

Fonte: lastampa.it

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