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Torino, Petrachi:"In A curando i dettagli"

autore
Francesco Rossi
sabato 5 giugno 2010, 11:45Torino
autore Francesco Rossi
05.06.2010 11:45Torino

La differenza non la faranno mille tifosi in allenamento ma 5 mila allo stadio»

GIANLUCA ODDENINO

TORINO

Gianluca Petrachi, l’1-1 all’Olimpico con il Sassuolo è stato accolto dai tifosi come una vittoria. Eppure il pareggio all’Olimpico condanna il Toro alla vittoria nel ritorno: da dove deriva questo entusiasmo?

«Dal fatto che non molliamo mai. Non da mercoledì, ma da gennaio, quando nessuno credeva nemmeno ai playoff. Abbiamo fatto 41 punti nel ritorno e superato un momento difficile come il gol di Martinetti: a quella rete il «vecchio» Toro non avrebbe saputo rimediare».

Meno qualità e più anima granata. La «rivoluzione dei peones» ha già creato un piccolo miracolo: giocarsi la A fino all’ultimo. Lei è soddisfatto?

«Adesso non è giusto dire se sono contento o no. Posso essere orgoglioso del gruppo che si è creato, però non è ancora tempo di bilanci. Penso proprio che il nostro capolinea non sarà domani a Modena».

Dove si respira questa fiducia?

«Nello spogliatoio. Ora non contano le parole, ma gli sguardi, le pacche sulle spalle e la consapevolezza di giocarsi la partita più importante della stagione nel modo giusto. Stiamo bene fisicamente e di testa, in più all’andata non ci siamo mai persi d’animo. Garantisco io: ce la giocheremo alla grande».

A Modena vi sentirete di nuovo in casa: come si può concretizzare un vantaggio così?

«Dando il massimo. La gente non sbaglia mai e se ha deciso di stare vicino a questi ragazzi vuol dire che ha compreso lo sforzo che stanno producendo da cinque mesi».

Perché il Toro è andato subito in ritiro a Carpi e non ha fatto il pieno di entusiasmo alla Sisport?

«Avevamo bisogno di restare concentrati e non subire distrazioni dall’ambiente. Non sono i mille tifosi che sarebbero potuti venire all’allenamento a fare la differenza, ma i cinquemila che a Modena ci faranno sentire come a Torino».

Quattro anni fa, prima di Torino-Mantova, duemila tifosi caricarono i granata per l’impresa...

«Noi il ricordo di mercoledì l’abbiamo ben vivo addosso. Vogliamo essere sostenuti domenica e non bruciare queste energie in allenamento. Se la partita si fosse giocata in casa, le porte della Sisport sarebbero state aperte. Qui c’era una trasferta dispendiosa in pullman e si devono curare tutti i dettagli».

Sembra di sentire Mourinho quando spiegava come si vince la Champions...

«Ed ha ragione. Anche ai playoff i dettagli fanno la differenza. Io li ho già vissuti in tutte le salse e la vittoria arriva se ogni singolo giocatore limita il proprio errore, accrescendo sicurezza e forza della squadra. Io mi fido ciecamente di questo Toro e faremo l’impresa perché non ci abbattiamo mai».

 

Fonte: lastampa

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