Torino, Petrachi: "Gimenez ci interessa, ma non solo lui..."
Federico Errante
Petrachi, Ventura chiede qualità e Cairo dice che è pronto a fare la sua parte. Che mercato sarà quello del Toro?
«Sarà attento a migliorare il migliorabile. Chi dice che ci servono 5-6 giocatori non ha capito nulla, anche perché gli altri cosa dovrebbero fare? Quindi nessun isterismo e nessuno stress: ci focalizzeremo sulle lacune dettate dai giocatori infortunati o fuori forma».
La priorità è sugli esterni?
«Sì. E' un argomento che da tempo trattiamo a livello di ragionamenti e sondaggi per l'infortunio di Guberti, per l'alternarsi della condizione di Surraco e perché abbiamo giovani che sono bravi, ma sempre giovani restano. Non abbiamo il salame sugli occhi e qualcosa faremo».
Su questi discorsi incide il ruolo di Antenucci?
«Lui è un attaccante che all'occorrenza ha fatto bene sull'esterno, ma queste valutazioni di mercato le facciamo partendo dal presupposto che è una punta».
Dunque il Toro cerca uno o anche due esterni?
«Sì, dipende anche dalle uscite. In questo week-end sono rimasto a Torino per lavorarci sopra: Pagano può andare alla Nocerina in prestito, ma stiamo attenti a tutte le opportunità».
Gimenez è un giocatore che vi piace sempre?
«Rientra nel gruppo di rinforzi che possono fare al caso nostro».
Col Bologna avete un buon rapporto, vedi il ritorno di Rubin in rossoblù. Questo può agevolare una rapida trattativa?
«Dipende, anche perché i problemi possono essere di altro tipo. Rispetto a qualche tempo fa il giocatore non è più in naftalina e con l'arrivo di Pioli ha avuto più possibilità. Qualche difficoltà in più potrebbe esserci…».
Un po' come Marchionni, che ha poco spazio nella Fiorentina ma non vuole scendere di categoria?
«Se uno vuole stare in panchina in A non posso farci nulla».
Ma neanche essere la capolista del campionato cadetto, con vista sulla A, aiuta a convincere questi giocatori?
«Il calcio mi ha insegnato che finché non c'è la matematica di raggiungere un obiettivo, i programmi possono essere altamente smentiti. Noi valutiamo i giocatori per la prospettiva, ma questo non deve toglierci l'idea che dobbiamo vincere il campionato nell'immediato. Ecco perché noi dobbiamo prendere giocatori che possano fare la differenza subito».
Quindi che caratteristiche devono avere?
«Non voglio gente con la puzza sotto il naso, che non sia adatta alla serie B e non sia disposta al sacrificio. Se devo fare acquisti, devono essere tutti collegati con la testa».
Il Novara propone uno scambio Di Cesare-Pesce?
«Noi Di Cesare non l'abbiamo messo sul mercato, l'obiettivo non è indebolire la squadra».
Ebagua sta deludendo, può essere ceduto?
«No, con l'AlbinoLeffe ha commesso una sciocchezza e pagherà la sua multa. Il discorso finisce qui, anche se spero che capisca in fretta che non è più un dilettante: prima matura e prima aiuta il Toro».
Perché trattate solo giocatori del Bari di Ventura?
«Quest'anno ne abbiamo due: Parisi e Glik, non ce ne sono mille».
Però state aspettando la rescissione del contratto di Salvatore Masiello…
«Masiello adesso è un giocatore del Bari. In ogni caso tutti gli allenatori provano a ritrovare quei giocatori che possono inserirsi subito in una squadra».
Campioni d'inverno vuol dire promozione nella storia della B, ma ora ci sono 5 squadre in 4 punti. Da dove deve ripartire il Toro?
«Dai nastri di partenza. Ora dobbiamo resettare tutto, visto che inizia il nostro vero campionato: serviranno voglia e cattiveria per arrivare nel modo giusto alla volata di aprile».


