Torino, Petrachi col dubbio Ogbonna
Francesco Rossi
Toro, vendesi Ogbonna. Il giovane difensore piace a molti club, e il ds granata Petrachi deve decidere se ripartire da lui oppure cederlo.
PERCHE' SI' - Premessa doverosa: in una società economicamente forte, con un progetto teso a riportare subito il Torino in A, per poi risalire passo dopo passo sino a tornare stabilmente nella parte sinistra della classifica, uno come Angelo Ogbonna non sarebbe da vendere mai. In questo Torino che invece riparte dalla B e quasi da zero, avendo tutta la squadra da rifare - come 5 anni fa dopo il fallimento cimminelliano, però senza quell’entusiasmo così smodato da sfociare persino nell’adulazione e nell’adorazione di Cairo - la situazione è diversa.
IL NODO DELL’INGAGGIO - Ogbonna solletica gli appetiti di club importanti di A, ma è soprattutto all’estero (in Inghilterra, con le sterline della Premiership) che suscita consensi e calamita interessi. Si dice che presto al Torino potrebbero giungere anche proposte scritte d’acquisto, sulla base dell’equivalente di 5 milioni di euro. Una valutazione che nel mercato interno forse i granata farebbero fatica a veder corrisposta e che in un certo senso quindi già tiene parzialmente conto dei margini di miglioramento che Ogbonna possiede. E’ evidente che l’offerta sarebbe accompagnata da un congruo stipendio per il giocatore, che oggi guadagna 150 mila euro a stagione. In proporzione al valore del suo cartellino, Ogbonna riceverebbe dunque una proposta che come minimo - moltiplicherebbe subito per tre il suo emolumento. E se alle lusinghe mercantili il Torino opponesse un cordiale ma fermo «no, grazie, Ogbonna resta con noi», tanto basterebbe comunque ai manager del giocatore per bussare a quattrini chiedendo un adeguamento del contratto.


