Torino, Pestrin ci crede:"Abbiamo dimostrato di essere da A"
Francesco Rossi
L’amaro in bocca per il pareggio casalingo non c'è più, ha già lasciato spazio a un altro tipo di retrogusto: quello di chi è affamato e non vede l'ora di scendere subito in campo per vincere e prendersi quello che meritava nella semifinale d'andata. Il Toro è carico e crede nell'impresa, anche se l'1-1 dell'Olimpico nei numeri e nelle regole avvantaggia il Sassuolo per la migliore posizione nella classifica di serie B (er un solo punto di differenza dopo 42 giornate).
Eppure quel pari di rimonta e quel predominio mostrato dalla squadra di Colantuono hanno galvanizzato una squadra che farà di tutto per vincere a Modena domenica sera. «Stiamo bene fisicamente - conferma Manolo Pestrin, idolo della Maratona e settepolmoni granata - e siamo molto ottimisti perché il Sassuolo non l'abbiamo mai sofferto e la difficoltà, dopo il loro gol, è stata solo mentale e momentanea. In più c'è fiducia se guardiamo l'andamento delle ultime partite». L'aver vinto il girone di ritorno con 41 punti è il primo punto di forza per il Torino, ma le 4 vittorie e i 2 pareggi collezionati nell'ultimo mese dicono qualcos'altro. «Che abbiamo più convinzione e consapevolezza rispetto a qualche tempo fa - concorda il centrocampista - ed ecco perché bisogna essere fiduciosi per il ritorno. Noi vogliamo andare in A e l'osso non lo molliamo proprio».
Parole di battaglia pronunciate a nome di un Toro che potrà patire la trame tattiche delle avversarie, ma a livello di grinta, voglia e passione non teme rivali. «Il nostro spirito i tifosi l'hanno capito - aggiunge Pestrin - e la cosa più importante è che questa squadra è diventata un gruppo vero e solido. L'esempio arriva anche da ragazzi che si stanno dimostrando all'altezza pur se fino a poco tempo fa giocavano in C. Stanno facendo la differenza partendo anche dalla panchina». Gente come Statella, D'Ambrosio, Scaglia, Salgado o D'Aiello sono diventati in poco tempo l'anima intercambiabile di un Toro più positivo e fiducioso rispetto al girone d’andata. Sono stati persi quarti di nobiltà, ma l'anima granata è tornata a riaffacciarsi. Grazie anche alle prestazioni e alla passione mostrata da Pestrin, pescato a gennaio dalla Salernitana (prestito convertibile in proprietà con 100 mila euro) nella famosa «rivoluzione dei peones».
«Non sono un fenomeno - scherza dal ritiro modenese -, ma mi arrangio a fare un po' di tutto lì in mezzo». Quando le ammonizioni o le espulsioni non lo frenano, anche se contro il Sassuolo il mediano «che gioca come Zidane e picchia come Bruce Lee» (coro dei suoi ex tifosi a Cesena) ha dato tutto senza incappare in sanzioni. Un segno ulteriore di maturità, utile per sfatare un piccolo incubo personale. Pestrin i playoff promozione li ha già giocati nel 2006 col Cesena, proprio contro il Toro in semifinale: 1-1 all'andata e 1-0 per i granata al ritorno. «Vecchi ricordi - dribbla lui -, ma se vogliamo vincere a Modena tutto dipenderà dalla nostra concentrazione. Loro possono anche chiudersi e difendere, ma noi saremo bravi a cercare gli spazi giusti. Una partita si può vincere anche al 95' e il Brescia col Cittadella l'ha dimostrato».


