Torino, per Bianchi i gol non bastano più
Federico Errante
Chi ben comincia è a metà dell'opera», sintetizza Urbano Cairo dopo la vittoria sull' Ascoli. Ma il Toro non dovrà aspettare molto per capire se la seconda metà può portare alla promozione in serie A. Basterà attendere mercoledì, con la chiusura del mercato, per comprendere quali ambizioni può nutrire la squadra di Ventura. Tutto ruota attorno ai casi Bianchi e Ogbonna: una loro permanenza sotto la Mole raddoppierebbe le chance del nuovo progetto granata e regalerebbe nuova positività all' ambiente, mentre la cessione di uno dei due (o peggio di entrambi) rischierebbe di affossare il Torino in campo e fuori con il ritorno di malumori e pessimismi. Cairo è consapevole della partita doppia che inizia oggi a Milano, con il rush finale delle trattative estive, e si concluderà due ore prima della partita all'Olimpico col Cittadella. Per questo preferisce mantenere un profilo basso, ribadendo un concetto basilare ed aggiungendo una postilla da temporeggiatore: «Bianchi e Ogbonna me li tengo stretti, ma in questi giorni preferisco aspettare. Vorrei fare le cose per fare bene». Una dichiarazione a metà strada tra la volontà di rafforzare il Toro t e il pragmatismo di concludere gli affari migliori. Che però, per Cairo, non fanno coppia con svendita.
I 14 milioni chiesti per la cessione di Ogbonna (che non è stato convocato dal ct Prandelli, buon per Ventura che in difesa perde Glik impegnato con la Polonia) hanno fatto scappare i potenziali compratori. Il Valencia siè fermato ad 8 e con quella cifra ha comprato Ruiz dal Napoli, mentre De Laurentiis sta pensando a nuovi obiettivi (il brasiliano Juan Nunes Jesus) anche se tiene ancora vivo l'interesse per il talento granata. Non alle cifre di Cairo, ma al massimo con una comproprietà da 5 milioni. Una proposta già respinta dal Toro, così come i tentativi dalla Capitale. La Roma lo chiede in prestito oneroso dopo aver perso Kjaer, la Lazio lo scambierebbe con Kozak e Diakitè. Su Ogbonna può aprirsi un'asta, considerando l'interesse dei tedeschi del Wolfsburg, ma l'ultima parola l'avrà Cairo.
La vicenda Bianchi, invece, è potenzialmente diversa: il Toro aspetta un'offerta concreta, il prezzo del cartellino è trattabile. In pista resistono Parma e Atalanta, mentre dall'estero si spegne l'ipotesi Celtic (fuori dall'Europa League e senza soldi). Il capitano, però, sta entrando negli schemi di Ventura (ad Ascoli si è visto in occasione del 2-1) e diventerebbe difficile sostituirlo a campionato in corso. Sia in campo (Barreto è la prima scelta) che nel cuore dei tifosi. «Anche i grandi campioni sbagliano gol - lo coccola Cairo - e la prima vittoria dimostra che creiamo gioco, possiamo segnare tanti gol. Si è un po' sofferto, ma tutto è migliorabile».
Oggi il Toro cercherà di chiudere per Surraco con l'Udinese (Alvarez e Gimenez alternative) e dare Gasbarroni al Varese. In ogni caso la fine del mercato aiuterà tutti, soprattutto con i big al loro posto. «Chi è al centro delle voci - commenta il saggio Fernando Coppola - ha sempre dimostrato attaccamento e professionalità ineccepibile. Mercoledì sera giochiamo in casa, ma soprattutto ci sarà più serenità e tranquillità: la testa sarà rivolta solo agli allenamenti».


