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Torino, "Olimpico" sempre più granata

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Federico Errante
domenica 18 settembre 2011, 11:20Torino
autore Federico Errante
18.09.2011 11:20Torino
FotoTuttoB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Si scrive Olimpico, si legge casa Toro. Da domani sera l'ex Comunale sarà un cuore pulsante ancora più granata e non solo perché tra prevendita (oltre 7.600 biglietti venduti) e abbonati (7.904) probabilmente verrà superato il record stagionale di presenze (16.387) contro il Cittadella in occasione dell'esordio casalingo del 31 agosto: con il Brescia rivelazione dell'ex Beppe Scienza in palio c'è anche il primo posto solitario in classifica. Il piano di rilancio dello stadio programmato dal club è partito.

Il trasloco della Juventus nell'area della Continassa ha lasciato in dote a Urbano Cairo un impianto dalle molteplici potenzialità, che il Torino sta valutando con l'obiettivo di renderlo sempre più il suo salotto di casa. Così, dopo l'avvenuto trasloco del settore giovanile nella pancia dello stadio – tra tribuna e curva Maratona – e quello della sede del club entro fine dicembre, il successivo passo del Torino è stato quello di dargli un tocco di lifting. Via il grigio, sotto con il granata. Le sorprese, domani sera, saranno due. La prima all'altezza della tribuna Est, dove sarà steso un grosso striscione a forma di vela con la scritta «Forza Toro». La seconda sotto la tribuna Ovest: il tunnel usato dalle squadre per entrare in campo, prima anonimo, sarà ricoperto da una vistosa imbottitura granata con il logo dello sponsor tecnico.

«Sarà uno stadio sempre più colorato, pieno di passione», così Cairo, che con qualche tocco di bisturi spera di trasformare l'Olimpico nel nuovo fortino del Toro, e invertire il trend delle ultime stagioni dove invece è stato terra di conquista (35 sconfitte in 99 incontri dal 2006). Gli interventi di granatizzazione dell'impianto potrebbero essere solo all'inizio se Torino e Comune pianificassero un piano d'intervento più corposo.

Dopo l'insediamento della nuova amministrazione cittadina le parti si sono annusate e hanno la volontà di incontrarsi per migliorare, a beneficio di entrambi, i servizi che potrebbe fornire lo stadio. Cairo – memore di qualche errore del passato – cammina a piccoli passi, consapevole di avere in mano una carta decisiva nei confronti di chi continua a contestarlo, nonostante il Toro sia primo e viaggi a una velocità (10 punti in 4 partite) sconosciuta da quando è diventato proprietario della società. Insomma, l'Olimpico potrà rappresentare una nuova miniera di emozioni, «se le cose si evolveranno in un certo senso», precisa Cairo.

I tifosi premono e sognano già un nome nuovo da dare all'impianto, magari ispirato all'inesauribile serbatoio che la storia granata può offrire, dal Grande Torino e Valentino Mazzola, a Gigi Meroni e Giorgio Ferrini. Ma questa strada oggi pare poco praticabile. «Faremo quello che possiamo, ma non credo di poter cambiare il nome», dice con prudenza Cairo, che è solo l'affittuario dell'impianto. La certezza è un Olimpico in evoluzione. In ebollizione. Che ha fame di Toro vero. «Il vento sta cambiando, sento molta positività nell'aria». Oggi si misura con le presenze allo stadio: i granata sono secondi solo alla Sampdoria per media spettatori (oltre quindicimila) e rispetto all'anno scorso hanno già avuto un incremento di cinquemila fedelissimi.

«Voglio ringraziare tutti, anche quelli che non si sono abbonati ma che vanno lo stesso a vedere la partita – tira le somme Cairo – i nostri tifosi nonostante il periodo di crisi economica sono tornati a gremire l'Olimpico. E contro il Brescia domani sera lo stadio sarà pieno: è l'inizio giusto per coltivare i presupposti della vittoria. Nessuna rivincita nonostante le polemiche di quella finale playoff. Guardiamo al futuro, voglio un Toro affamato». Ma anche vincente e comodo a casa sua.

Fonte: lastampa.it

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