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Torino, Ogbonna: "Per Prandelli A o B non conta"

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Federico Errante
venerdì 14 ottobre 2011, 10:06Torino
autore Federico Errante
14.10.2011 10:06Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

Bentornato Ogbonna: cosa l'ha convinta a tornare a parlare?

«Il Toro. Questo è un ambiente nuovo rispetto all'anno scorso. Ti dà stimoli diversi, li percepisci a pelle. Adesso siamo sereni, tutti».

Qual è il segreto?

«Ventura ci ha messo tanto del suo. Ma non ci sono ricette magiche: noi andiamo in campo sempre per migliorare».

Un bel salto in avanti l'ha fatto anche lei, entrando nel giro della maglia azzurra…

«La Nazionale è un'esperienza bellissima. Mi rende orgoglioso, sono e mi sento italiano al cento per cento. Ho trovato un grande gruppo e un ambiente speciale. Il più mattacchione? Beh, Cassano: assomiglia a Di Cesare».

Meglio la serie A con il Toro oppure gli Europei con l'Italia?

«Cominciamo con la promozione, poi la Nazionale verrà da sé. Prandelli mi stima e sono anche sicuro che non guarda la categoria: se giochi bene, ti chiama, indipendentemente da serie A o B. E non dimentichiamoci che la mia prima convocazione l'ho avuta la scorsa stagione».

Qual è il rapporto con Ventura?

«Mi tratta da professionista, c'è una grande stima reciproca. Per me e tutta la squadra l'allenatore è un punto di riferimento».

Un fronte caldo è quello del rinnovo del contratto con adeguamento dello stipendio. Quanto siamo vicini?

«Non so se siamo alle battute finali, io mi occupo solo di calcio giocato. Quando esco dal campo stacco la spina. Sono sereno, comunque».

I tifosi devono riprendere a preoccuparsi?

«Assolutamente no. Il Toro dà grossi stimoli, anche senza un alto ingaggio io mi sento appagato. Altrimenti non sarei rimasto qui. Abbiamo fatto di tutto per portare questa squadra in alto, abbiamo sofferto tanto, adesso non voglio scendere dalla giostra».

Quasi dieci anni di Toro: cosa significa esserne diventato il simbolo?

«Conta tantissimo, come la fascia di capitano che in assenza di Bianchi tocca a me. Ma non è un peso, è un grande orgoglio. Io a Torino è come se ci fossi nato. È casa mia».

Ha mai pensato di andare via ad agosto?

«No, perché non c'è stato nulla di concreto e io non mi sono mai guardato attorno: solo molti interessamenti».

Quanto ha inciso la presenza di Ventura sul suo atteggiamento?

«Ha avuto la sua parte. Questa estate ho chiesto consiglio, tra gli altri, a Ranocchia e Bonucci, che l'hanno avuto a Bari: mi hanno parlato molto bene dell' allenatore».

Firmerebbe per rimanere al Toro per sempre?

«Sarei un ipocrita se dessi una risposta precisa. Il calcio è uno sport troppo imprevedibile, ruotano tantissimi fattori. Sono giovane e come tutti ho ambizioni. Ma anche il Toro le ha: chissà, magari rimango davvero a vita. Adesso, l'unica certezza è che voglio riportare il colore granata ai massimi livelli».

Fonte: lastampa.it

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