Torino, "Niente paura Toro: ti spingiamo noi!"
Luca Iannone
«Niente paura, sabato vi spingiamo noi!». E’ una delle urla che ieri si sono levate alla Sisport dal centinaio di tifosi che, malgrado la squadra si alleni sul campo secondario (praticamente invisibile dalle tribune), ha comunque frequentato il centro sportivo del Toro. Sono passati pochi mesi, eppure sembrano secoli, anzi ere: il buio medioevo granata ha lasciato il tempo al rinascimento. Almeno, i presupposti ci sono compreso questo, uno dei principali: la disponibilità della gente. Effetto della cura Ventura , del cambio radicale effettuato dai calciatori, della nuova strada imboccata dalla società (che procede piano, ma anche sottotraccia, il che è un buon segno). Soprattutto, però, effetto di un popolo, quello che ama il Torino, al quale è sufficiente un semino di credibilità, per riconcedersi con la totalità più sincera, commovente, quasi disarmante.
ENTUSIASMO - Da anni, questi tifosi pregavano di scorgere qualcosa degno del loro affetto, entusiasmo. Ventura e i giocatori l’hanno dato, il mondo granata è cambiato. Adesso non basta una sconfitta, per quanto eclatante visto il “piccolo” nome dell’avversario, per cancellare tutto. Anche perché, pure nell’impresentabilità generale della prestazione in Umbria, molti tifosi hanno saputo trovare comunque elementi di positività. Entrata in campo certo meno concentrata e determinata del solito, la squadra ha sofferto terribilmente per un’ora, stringendo i denti, fino a trovare una reazione: scombiccherata, discontinua e confusa ma sempre reazione. Anche nello spogliatoio si avverte l’identica volontà: giocare per superare al meglio la sconfitta di GubbioCon la quale ha sfiorato il pareggio. Si accontentano di poco, i tifosi? Forse, ma va ricordato che nel recente passato neanche quel poco si sarebbe visto.


