Torino, Morello "mai sentito una riserva"
Francesco Rossi
Da Sereni ha ereditato il posto da titolare (causa infortunio), da Jimmy Fontana ha preso il numero speciale (31) e da Taibi (suo concittadino) spera di ricevere il soprannome di «muro di Palermo». Davide Morello è stato l’ultimo ad arrivare nel Toro stravolto dalla rivoluzione di Petrachi, ma tra amicizie toriniste di vecchia data («Massimo Taibi è un amico e mi è sempre stato vicino») e un’alleanza creata col Tyson granata la strada è stata subito in discesa. «Io non mi sono mai sentito un portiere di riserva - si confida -, ma devo essere sincero: al Toro sono rinato dopo otto mesi di disoccupazione che hanno rischiato di mandarmi fuori di testa. Un grazie lo devo anche a Matteo Sereni. Con lui c’è stata subito una bella fiducia e prima di lasciarmi il posto mi ha detto: “Adesso andiamo in serie A e poi ti porto a pescare con me”. È stato brutto perderlo adesso, ma lui sa che si può fidare di me». Morello, che ha perso almeno 4 chili da quando è arrivato («A febbraio ero un piccolo tonno»), avrà il difficile compito di garantire un Toro sereno senza Sereni, ma nelle poche apparizioni ha già fatto vedere di che pasta è fatto. Nelle trasferte con AlbinoLeffe e Padova ha portato sei punti alla causa grazie ai due rigori parati e sabato scorso col Vicenza ha sigillato la porta nel secondo tempo. Ora si prende il palcoscenico nel momento più bello e delicato. «Voglio lasciare un segno nella storia del Toro - si augura Morello - ma sono già felice di poter vivere questo tempo dopo aver passato un periodo bruttissimo che è alle spalle, ma mi ha insegnato tanto».
La via della speranza granata è davvero infinita in un Toro che non smette di sorprendere. Non solo dai «peones» che possono vincere il girone di ritorno (e magari anche i playoff), ma anche dai tifosi stessi. Solo cinque mesi fa la Sisport era sotto assedio tra bombe carta, insulti e tensioni incredibili. Ieri, invece, 200 tifosi si sono presentati all'allenamento per incitare la squadra in vista di Mantova e del rush finale. Cori, fumogeni, bandiere e lo striscione «Carica!» hanno galvanizzato un Toro che ha fatto pace con la sua gente ed ora si gioca tutto dopo mille problemi. Gli ostacoli, in verità, non sono finiti dato che Colantuono è alle prese con una squadra affaticata che ieri presentava undici giocatori impegnati in lavori differenziati. Lo stesso Morello non si è allenato per il torcicollo, ma domenica ci sarà, mentre Gasbarroni è più fuori che dentro e preoccupano le condizioni di Coppola e D'Ambrosio.


