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Torino, mai nessuno ha fatto meglio

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Federico Errante
martedì 18 ottobre 2011, 09:54Torino
autore Federico Errante
18.10.2011 09:54Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Si stropicciano gli occhi leggendo la classifica e consultano gli almanacchi del calcio per trovare analogie simili. I tifosi granata hanno riscoperto il gusto di godersi un Toro primo della classe, capace di coniugare i punti con lo spettacolo, ma alla riscrittura dei record storici della serie B non erano pronti. Soprattutto dopo aver vissuto solo cinque mesi fa il peggior fallimento sportivo degli ultimi tempi ed esser costretti al terzo anno consecutivo tra i cadetti. La pena, però, è stata cancellata velocemente, con lo stesso passo con cui Bianchi e compagni hanno iniziato la nuova avventura. Il Toro è in fuga e viaggia su ritmi che nessuno riesce a tenere: sui 30 punti disponibili ne ha conquistati 26, scivolando solo sui due pareggi casalinghi con Cittadella e Brescia. E il vuoto in classifica è figlio della «formula del cinque»: 5 vittorie di fila in campionato (serie ancora aperta), 5 vittorie esterne consecutive (bottino pieno), 5 gol subìti in tutto (miglior difesa del torneo) e 5 reti determinanti realizzate da capitan Bianchi (portatore di 13 punti).

La partenza-sprint dei granata ha scombussolato i piani degli avversari e, dopo la vittoria di sabato sulla Juve Stabia, il Toro ha conquistato un altro primato: mai nessuna formazione di serie B, da quando si assegnano i tre punti a vittoria (stagione 1994-95), era stata prima dopo dieci giornate con score del genere e con un tale vantaggio sulle seconde. Aver raggiunto quota 26 così in fretta (stesso passo della Juve post-Calciopoli che però, penalizzata di 9 punti, era a quota 17) e quei sei punti di vantaggio sulla coppia Padova-Sassuolo sono un record nel record, che migliora i precedenti +5 del Mantova nel 2005-06 (proprio su Torino, Modena e Cesena), del Venezia nel 1997-98 (seconda era la Salernitana) e del Piacenza nel 1994-95 (sul Cesena).

«I primati fanno sorridere tutti - commenta Giampiero Ventura - ma non sono il nostro obiettivo. Noi dobbiamo essere in vetta a maggio, quello conta e questo vogliono i nostri tifosi. Non mi stancherò di ripeterlo: la B deve ancora iniziare e 6 punti di vantaggio con 30 partite da giocare sono un'inezia».

Prudenza e saggezza predica Ventura, perché non c'è nessun altro tecnico che conosca così sulla propria pelle i trabocchetti della B: un campionato infinito dove i crolli e le clamorose rimonte si sprecano. Nella storia recente del torneo, soprattutto da quando è passato a 22 squadre, raramente chi comandava in autunno è stato promosso in estate. Per esempio, proprio Ventura col Pisa nel 2007-08 dopo 10 turni aveva 24 punti e poi chiuse al sesto posto. «Ecco perché bisogna tenere i piedi per terra», sottolinea Gianluca Petrachi che all'epoca era il ds dei toscani. L'anno scorso, invece, il Novara di Tesser era primo a quota 22 dopo 10 giornate e riuscì nell'impresa solo ai playoff. «Anche questo campionato viaggia nella sua media standard - riflette Ventura - e il vantaggio che abbiamo accumulato è dovuto solo ai nostri meriti. In ritiro c'era la volontà di partire forte, anche se così forte nessuno poteva prevederlo».

Il bottino accumulato velocemente dal Toro (l'anno scorso aveva la metà dei punti) semplifica i piani di promozione e soprattutto evoca ottimi precedenti: da 17 stagioni a questa parte, chi scatta con 2,5 punti di media a partita va dritto in serie A. Ventura c'è già riuscito nel 1996-97 con il Lecce, ma stessa sorte è toccata al Venezia di Novellino nell'anno seguente e alla Juve di Deschamps nel 2006-07. «Il problema non è quanti punti servono - analizza il tecnico granata -, ma quello che hai fatto per giocarti la promozione e quello che puoi fare giornata dopo giornata. Noi siamo in fuga, ma non cambia nulla e sappiamo che dovremo lavorare ancora di più». Per tenere questo ritmo e far felice una piazza che sogna nuovi record. «Noi proviamo a vincerle sempre - sorride Ventura -, e altra ricetta non conosco: dopo tutto è così che siamo andati via...».

Fonte: lastampa

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