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Torino, le affinità con i leader dell'Europa B

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Federico Errante
martedì 8 novembre 2011, 13:30Torino
autore Federico Errante
08.11.2011 13:30Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Hanno fondato leghe, vinto campionati e scritto la storia del pallone, ma da nobili decadute sono confinate nei retrobottega del calcio europeo. Un contrappasso dantesco, ma ora il vento sta cambiando. Se gli stenti del passato possono diventare un ricordo per il Toro, che domina il torneo cadetto, nelle «serie B» di Francia, Germania, Inghilterra e Spagna stanno compiendo lo stesso percorso altri club speciali, ricchi di passione e fasti. Dal Reims al Southampton, passando per l'Hercules fino al Fortuna Düsseldorf. Nomi che agli appassionati più giovani forse dicono poco o nulla, ma che offrono un assist alla nostalgia canaglia e alla voglia di un calcio diverso.

Rabbia e orgoglio

Vincere, scomparire e poi rinascere non è un marchio esclusivo del Toro. Nella Ligue2 francese c'è in testa una strana coppia: il glorioso Reims e il rampante Clermont. Il primo ha conteso al mito Real Madrid ben due Coppe dei Campioni (1956 e 1959), il secondo si è affacciato solo nel 2007 grazie alla spinta della città della Michelin. Entrambe le società, però, sono fallite all'inizio degli anni '90 e da quel crac finanziario il club di Just Fontaine (121 gol in 127 partite dal 1956 al 1962) si è ripreso solo ora. Dopo aver scoperto l'onta di giocare tra i dilettanti con sei scudetti in bacheca (il primo nel 1949), lo Stade de Reims sogna di tornare tra i grandi dopo 32 anni.

Addio sfortuna

Viaggia con la media punti più alta d'Europa (34 in 14 turni), non è ancora stato sconfitto e segna a valanga: 36 gol, due in più del Pescara di Zeman. L'ultracentenario Fortuna Düsseldorf è lanciato verso il rientro nella Bundesliga: la casa naturale per questo club popolare e amato (28 mila spettatori di media a partita), che fu tra i fondatori del massimo campionato tedesco nel 1963 per poi perderlo nel 1997 senza più ritrovarlo. Ora l'impresa potrebbe riuscire, anche dopo aver girovagato nei tornei minori, con il ruolo di matricola terribile. Magari tornando a sfidare un giorno proprio il Toro in Europa, come nella Coppa Uefa 1974-75.

Tra santi e difese ercoline

Sono in amministrazione controllata, due stagioni fa hanno subito l'umiliazione di una penalità di 10 punti per bancarotta e nel 125° anno di vita son dovuti ripartire dalla terza serie. Eppure il Southampton, primo nella Championship inglese con 36 punti dopo 16 partite e tra i fondatori della Premier nel 1993, sta rinascendo, rispettando il suo antico soprannome di «Saints». Con il Toro condivide l'anno di gloria del 1976 (Coppa d'Inghilterra strappata al Manchester United) e un tecnico scozzese: Souness, prima in riva alla Manica e poi sul Po. Meno epica è la storia dell'Hercules, formazione spagnola retrocessa cinque mesi fa nonostante l'approdo e i gol di Trezeguet. La squadra di Alicante vuole festeggiare i suoi 90 anni tornando nella Liga: per farlo ha capito che più di un attacco roboante, è meglio avere una difesa d'acciaio (la meno battuta d'Europa con solo 5 gol subiti).

Fonte: lastampa.it

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