Torino, Lazarevic ora è un mistero
Renato Chieppa
E’ ancora il giocatore con più presenze: 31, come Sgrigna ed Ogbonna. Ma da due partite si sono perse le tracce, di Dejan Lazarevic: colpa di una brutta distorsione alla caviglia sinistra rimediata a casa Mondonico, contro l’AlbinoLeffe, sabato 9. «Dai sette a dieci giorni di stop», la comunicazione della società dopo esami approfonditi svoltisi a Torino, a seguito dei primi effettuati in fretta e furia all’ospedale di Bergamo.
Sembrava che stesse bruciando le tappe della guarigione e la convocazione per la sfida contro la Reggina, giocatasi nove giorni dopo il suo infortunio, aveva alimentato più di una speranza di vederlo già in panchina, se non in campo. Invece, è andato in tribuna. Poi è sparito, neppure arruolato per la trasferta di Modena venerdì scorso, cioè tredici giorni dopo l’esito dei primi controlli effettuati alla gamba dolente.
Che fine abbia fatto Lazarevic, la miglior scoperta del Toro degli ultimi anni, uno dei giovani più promettenti della serie B - anche secondo un concorso indetto da Sky, nel quale il baby sloveno figura già come uno degli otto finalisti - resta un piccolo mistero. Non è sparito, e ci mancherebbe altro, però ancora ieri ha svolto lavoro differenziato rispetto al gruppo.
Quando tornerà, se lo chiede anche Lerda, che per tutta la stagione l’ha sempre preferito a tutti i concorrenti (Gasbarroni, Pagano, Gabionetta), conquistato dalle accelerazioni e dalla generosità, nonostante un’allergia da gol che il bimbo - così viene chiamato affettuosamente dall’allenatore e dai compagni - non è ancora riuscito a battere. L’unico neo di un ragazzo che un anno fa giocava ancora nella Primavera del Genoa, con la quale ha vinto lo scudetto, e quest’anno alla prima vera stagione da grande si è comportato meglio di molti suoi compagni già scafati professionisti. A questo punto, l’unica certezza è che Lazarevic salterà anche il Piacenza. Il sospetto è che il Torino non abbia detto tutta la verità sulle sue condizioni, o che abbia sottovalutato la portata dell’infortunio. L’importante è recuperarlo per i play off, anche se la storia tra il calciatore, in prestito dal Genoa, ed i granata sembra destinata a finire a giugno: un talento così fa gola a molti club di serie A.


