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Torino, LA STAMPA - "Gol, testa e stop alle liti: qualcosa è cambiato"

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Renato Chieppa
lunedì 28 marzo 2011, 11:30Torino
autore Renato Chieppa
28.03.2011 11:30Torino
La vittoria di Ascoli rilancia i granata ora a -1 dai playoff. Lerda: «Il nostro problema è solo mentale». E il tecnico firma la pace con Bianchi.
FotoTuttoB.com
© foto di Federico De Luca

Due iniezioni di globuli Bianchi per guarire il Toro malato. Se l'uscita dal tunnel non si misura in novanta minuti – tantomeno per i granata abituati ad un campionato di risultati incostanti – la prestazione sfornata al Del Duca indica la direzione da seguire per prendere l'autostrada con vista playoff, distanti una lunghezza. «Adesso non molliamo», la carica del bomber ritrovato.

Squadra compatta, muscolare, attenta, spietata. Una volta tanto il Torino è una sorpresa positiva, lontanissimo parente di quello sceso in campo a Frosinone. Miracoli del calcio, ma non solo. É la cura Lerda che comincia a farsi sentire. Quest'anno i granata non avevano mai fatto quattro gol. E dopo il cambio di panchina mai nessuno nell'era Cairo aveva esordito con un poker (a zero), per giunta fuori casa. In 7', il tempo impiegato da Bianchi per superare nello stacco l'ascolano Marino e battere Guarna per la prima volta, Lerda ha cancellato Papadopulo – in 180' non era riuscito a gioire neanche una volta – e al 90' anche Colantuono: l'anno scorso, appena richiamato, battè 4-1 il Grosseto in rimonta, ma all'Olimpico.

L'appuntamento dell'allenatore è con un Toro pregiato: l'ultimo 4-0 fuoricasa risale al 19 gennaio 1992, proprio ad Ascoli, ottenuto dallo squadra allenata da Mondonico (gol di Lentini, Policano e Bresciani, più l'autorete di Marcato) che in quella stagione arrivò terzo in serie A e raggiunse la finale di coppa Uefa, persa con l'Ajax di Van Gaal.

La medicina funziona. Amara durante la settimana allucinante e tribolata storia granata, ma dolcissima il sabato. Un effetto benefico per tutto il Toro dalla testa, l'attacco, ai piedi, la difesa (compreso il portiere). Non solo Bianchi, che è l'elemento portante di questo gruppo e da solo vale metà squadra: sono 22 i punti (su 44) incassati grazie alle sue prodezze. Il bomber, 15 gol quest'anno – uno ogni partita e mezzo -, 52 in granata, non segnava da un mese esatto. «Chi lo contesta non sa cosa dice, togliete Bianchi e guardate dove sarebbe adesso il Toro», così il pensiero di chi di gol se ne intendeva, Marco Ferrante, 126 sotto la Mole. Lerda ha rinvigorito Antenucci, che per la prima volta ha giocato da vera spalla del capitano. Rispolverato Gasbarroni: evidentemente al fantasista ha fatto bene il ballottaggio con Gabionetta.

«Il problema del Toro è solo di testa», il mantra dell'allenatore. Se dai risultati si costruiscono certezze, questi dipendono anche dall'unione del gruppo. Un altro segnale, in tal senso, è stato dato al gol del 2-0 di Bianchi: una corsa folle per cercare la panchina, l'abbraccio con tutti, la ricerca dell'allenatore. Il messaggio agli avversari per dire «noi ci siamo». Quello di Lerda a Bianchi per sancire la pace vera: «Bravo, sei forte», le parole del tecnico quasi con le lacrime agli occhi. La scintilla è scoccata. Adrenalina pura per la lunga volata finale: 810' che il Toro dovrà giocare da Toro. Come ad Ascoli, la svolta.

Fonte: lastampa.it

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