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Torino, la ruota della fortuna comincia a rallentare

autore
Federico Errante
lunedì 23 gennaio 2012, 14:00Torino
autore Federico Errante
23.01.2012 14:00Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Possiamo e dobbiamo dirlo: la serie grigia di partite del Torino ci porta ad una sorta di eviscerazione di un pensiero a lungo compresso dentro, quello per cui in non poche partite del girone d’andata la fortuna si è accorta della squadra granata. La sfortuna del Toro è storica, assoluta, cosmica, tragica, poetica, senza eguali nel calcio mondiale. La fortuna del Toro è invece una faccenda relativa, contingente, casualissima, piccolina, spesso addirittura irridente, come per un poveraccio vincere finalmente alla lotteria e beccarsi una confezione da sei scatole di pelati. Però in alcune partite, giocate fuoricasa e rimediate all’ultimo, c’è stata, e proficuamente. Non solo pelati: lo si deve ammettere, anche se parlando piano.

Il pari di Cittadella non è il frutto di tanta sfortuna, ma semplicemente è l’esito di fortuna poca o nulla. Neppure l’incidente a Coppola è archiviabile alla voce sfortuna, anche se non ci sono colpe. Ci sta, nel calcio. Ripensato, questo pari è arrivato alla fine di una partita giocata come contro altre squadre, partite però conclusesi con il successo granata in extremis o quasi. Poteva andare così anche sabato? Senz'altro, un pallone poteva entrare, questione di una scarpa allacciata così invece che cosà. E allora si scriverebbe adesso che il Toro ha dato un calcio alla sua specialissima crisi? Senz’altro, non per nulla il calcio più è assurdo più è affascinante.

I giocatori granata secondo noi hanno capito bene, dal vivo, questa arietta di non fortuna che ha preso a tirare. Non se la sentono più di fare tanti passaggi per ingannare il tempo (e gli avversari) in attesa che la fortuna arrivi. Avete notato che molte volte ormai nel Toro si cerca il lancio lungo quasi "a perdere", come per sbarazzarsi della palla, tanto è inutile tenerla perché la fortuna non arriva e dunque non ti scava tunnel, non ti rivela varchi? Non dice niente che quanto a possesso palla il Cittadella abbia superato sabato il Torino?

Se le cose secondo noi stanno così, cosa c’è da fare, sempre secondo noi? Assolutamente niente sul piano psicofisico: la squadra ancora pensa alto e corre forte. Qualcosa sul mercato sì: dipende anche da Coppola, si capisce. Ma Ventura sa meglio di tutti cosa ci vuole, ed anche cosa non ci vuole. Stiamo comunque parlando della squadra prima in classifica con il Sassuolo. Una squadra che ha in panchina un attacco intero, e che può giocare due tempi in maniera diversa, cercando il gol con due tipi di calcio, ragionato o volante, bassa o alto, ballato o fiondato, con giovani o con vecchi. Ha costretto gli avversari ad inseguire per mezzo campionato il suo ticchetetocchete, adesso può obbligarli ad altri inseguimenti. Ha uomini per molti cambi, e il mercato può dargliene altri.

Sappiamo che tifando Toro viene comodo, facile fare del pessimismo occasionale e storico, drammatizzare, preoccuparsi sempre. Sappiamo bene che è dura non gettarla subito sul triste, e che è da schiaffi dire che in fondo prima sul campo del Cittadella si perdeva sempre. Ma una volta tanto ci si deve sforzare per fare dell’alpinismo e non della speleologia.

Fonte: lastampa.it

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