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Torino, Iori: "Posso fare ancora meglio"

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Federico Errante
sabato 8 ottobre 2011, 11:02Torino
autore Federico Errante
08.10.2011 11:02Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Usano i muscoli per difendere e il cervello per attaccare. Portano borracce di ossigeno ai compagni e ringhiano contro chiunque transiti nei paraggi, macinando più chilometri di tutti. Sono i minatori del centrocampo. Lavorano al buio, ma sono decisivi. Ecco il motore che muove le gambe della rinascita granata.

Visto ai raggi X, il boom di Ventura nasce nella cassa toracica della sua creatura: la forza del Toro sono il cuore e i polmoni di una mediana che stupisce e cresce di partita in partita. Sono pochi ma buoni gli interpreti. Tutti nuovi rispetto alla scorsa stagione, eccetto De Feudis (l'unico a non avere ancora mai giocato). E il motorino Basha, scarto dell'Atalanta, e il jolly Vives, strappato al Lecce di cui era capitano si raccolgono attorno ad un leader inatteso, Manuel Iori. Sul campo il regista si è guadagnato i gradi di trascinatore. È una delle scoperte più belle del Toro dei record, ma non per l'allenatore. Ventura l'aveva indicato in estate come una delle due priorità del settore. Una fiducia ben riposta. Per il Toro, Iori ha la stessa importanza che dall'altra parte della città Pirlo riveste per la Juventus: è indispensabile, catalizzatore di palloni, sempre il primo a far ripartire l'azione. I suoi numeri sono da primo della classe, non solo del reparto: è il granata che ha recuperato più volte la sfera (157 volte), ed è sul podio anche per passaggi riusciti (365). Contrariamente al ruolo, anche la «fedina penale» è quasi pulita: per lui solo un cartellino giallo, a Nocera. «Io ho sempre giocato così – assicura Iori – anzi posso dare ancora di più. Il Toro è la squadra ideale per migliorare e quando stai bene anche mentalmente tutto sembra più facile. È un bel momento, ma non sono un intoccabile».

Non è un caso che il giocatore arrivato in prestito dal Chievo (con diritto di riscatto della metà) sia con Ogbonna e Coppola l'unico ad essere sempre partito titolare e a non aver saltato neanche un minuto. Avrebbe bisogno di tirare il fiato, ma se oggi supererà l'ultimo test a Verona sarà ancora lui il direttore d'orchestra. A Iori manca solo il gol per coronare il suo grande momento: ne ha realizzati 10 in 88 partite in serie B. «Prima o poi mi sblocco, ma non è un assillo», rivela. Magari l'acuto arriverà proprio al Bentegodi, dove il Torino chiuderà un trittico terribile di tre partite in nove giorni. Superate le prime due con il pieno di punti, Ventura darà spazio a forze fresche. Sicuri i rientri in difesa dei terzini Darmian e Parisi – in mezzo sarà Pratali a sostituire Ogbonna –, i nodi da sciogliere riguardano (ancora) l'esterno sinistro d'attacco e la punta da affiancare al rientrante Bianchi. Se Antenucci sarà sacrificato sulla fascia, sarà Ebagua a giocare con il capitano. Ma salgono le quotazioni di Surraco. Dopo tre spezzoni di partita e i primi complimenti, l'uruguaiano scalpita per l'esordio dal primo minuto. Ha un'ora di autonomia: tocca a Ventura decidere quando aprire il gas.

 

Fonte: lastampa.it

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