Torino, Iori: "Il mal di gol? Ci manca lucidità"
Federico Errante
Manuel Iori, a Crotone è arrivato il terzo pareggio di fila. State tirando il fiato?
«Ultimamente abbiamo raccolto poco, troppo poco, ma non è per stanchezza. Può essere mancanza di lucidità, soprattutto nell'ultimo passaggio, ma questi sono tre pareggi diversi tra loro. Andrebbero analizzati meglio».
Prego...
«Contro il Sassuolo il risultato è giusto per quello che hanno fatto le due squadre. Il pari casalingo col Bari, invece, è bugiardo e ci ha lasciato grande amarezza. E poi c'è il punto di Crotone, che è pesante, se si considera dove abbiamo giocato e il fatto di non aver concesso nulla. Loro sono stati pericolosi con due tiri da lontano e basta».
Un'arma che il Toro non sfrutta. Perché?
«Qualche gol l'ho sempre fatto: spero che arrivi, ma non è un tormento. Le reti dei centrocampisti fanno comodo, soprattutto quando le partite non si sbloccano».
Anche perché questo Toro fatica a segnare: 1 gol nelle ultime 4 trasferte e decimo peggior attacco della B. Non è un segnale d'allarme?
«No, perché 4 o 5 occasioni per segnare ce le procuriamo in ogni partita. La differenza è una sola: nelle prime giornate con 2 nitide opportunità facevamo almeno un gol, ora no».
Ventura vi chiede un nuovo passo avanti: far scattare la scintilla. Che cosa significa?
«La scintilla è una metafora legata alla nostra crescita, a un nuovo obiettivo da raggiungere: ovvero avere una mentalità ancora più vincente. Ventura l'ha detto per stimolarci: finora abbiamo fatto sempre bene, però nelle ultime partite è mancata lucidità».
E forse anche la voglia di vincere, o di «passare all'incasso», come dice il tecnico?
«Pareggiare a Crotone è un ottimo risultato, però se si può vincere non ci si deve accontentare di un solo punto».
Gli avversari vi hanno preso le misure? Il Toro deve inventare qualcosa di nuovo?
«No, dobbiamo mantenere la nostra struttura. Se avessimo sfruttato meglio le occasioni, saremmo riusciti a vincere: anche a fronte di prestazioni meno brillanti del solito».
Il Toro resta primo, anche se i punti di vantaggio sulla terza si sono ridotti a tre. La guardate la classifica?
«La B è difficile per tutti, ma noi non dobbiamo guardare ai risultati delle altre. Pensiamo solo a noi stessi per diventare sempre più squadra: le basi ci sono, perché nelle partite in cui c'è da soffrire portiamo a casa il risultato».
Sabato all'Olimpico arriva il Livorno di Novellino, che continua a rimpiangerla. Sensazioni?
«So di avere la sua stima e se fosse dipeso solo da lui, sarei ancora a Livorno. Ed invece Spinelli ha fatto una scelta diversa... Così è il calcio, ma ora temo solo la loro rabbia dopo il ko casalingo: Novellino a Torino verrà per vincere».


