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Torino, il segreto parte dalla difesa

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Federico Errante
lunedì 17 ottobre 2011, 10:16Torino
autore Federico Errante
17.10.2011 10:16Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com

Tanto offensivo da essere il più imbattuto. Nel Toro che riscrive storie, record e statistiche alberga il paradosso più suggestivo per una squadra che gioca con quattro attaccanti fissi: avere la miglior difesa del campionato. I cinque gol incassati nelle prime dieci partite (uno solo in casa, Coppola ha 388' d'imbattibilità) fanno gongolare Giampiero Ventura, quasi più del primo posto e della fuga messa in atto. La solidità della retroguardia non è solo un dato numerico utile per spiegare le 8 vittorie e i 2 pareggi conquistati nella partenza bruciante dei granata, ma soprattutto il punto d'appoggio su cui ruota l'intero progetto di Ventura. Etichettato come «mister libidine» e invocato per regalare gol e gioia ai tifosi, il tecnico genovese alla filosofia offensiva ha affiancato l'importanza della difesa. Perché, come recita una massima del basket Nba trasportabile nel calcio italiano, «con l'attacco si fa spettacolo, con la difesa si vincono i campionati».

Una regola confermata anche dalla storia recente del Toro in serie B: pochi gol presi significano promozione. Nel 2005-06 De Biasi ne incassò solo 3 nelle prime 10 partite e andò in A grazie anche alla miglior difesa del campionato (31), mentre Colantuono e Lerda girarono il quarto di campionato con 8 e 14 reti sul groppone. La forza di questo Toro dunque passa dalla linea difensiva, nonostante i brividi fatti correre da Coppola («Mi spiace per l'errore e il rischio fatto correre alla difesa contro la Juve Stabia - si è scusato il portiere - ma la tensione a volte fa brutti scherzi») e i tanti dubbi sorti in estate per quella che sembrava una piccola armata Brancaleone. Perché un reparto formato da giovanissime speranze (Darmian), giocatori in crisi (Di Cesare, D'Ambrosio e Pratali), «vecchietti» da rilanciare (Parisi e Zavagno) e stranieri da decifrare (Glik) difficilmente poteva essere classificata come «inviolabile». E invece la pazienza, il lavoro e le certezze offerte da Ventura hanno fatto l'impresa.

Un percorso simile Ventura l'aveva compiuto nel Bari in A: quella squadra vantava una protezione di primo livello (girone d'andata chiuso con 18 gol al passivo) grazie alla coppia Bonucci-Ranocchia. Qui la storia si sta ripetendo con un altro giocatore nel giro azzurro: Ogbonna. Ieri il granata si è goduto il momento d'oro con un'ospitata su Raidue a «Quelli che il calcio». Tra risposte di campo («Rispetto a un anno fa è cambiata l'atmosfera») e curiosità varie, ha scherzato anche sul suo futuro. Non potendo evitare la domanda su dove vorrebbe giocare «da grande» Ogbonna ha ammesso: «Simpatizzo per il Milan, anche se questo non vuol dire che andrò lì». La partita resta aperta: in settimana si fisserà l'incontro sul rinnovo del contratto. Il prossimo esame per Ogbonna e la difesa granata è invece fissato lunedì nel posticipo di Gubbio. 

Fonte: lastampa.it

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