Torino, il "last minute" non è più di moda
Federico Errante
Un colpo al giorno e il Toro è ripartito. Con più entusiasmo, più prospettiva e soprattutto quasi tutti i titolari previsti in rosa. Le promesse fatte da Cairo al tecnico Ventura nel giorno del raduno sono state tutte mantenute e già questo fa capire la svolta epocale granata. Dopo stagioni di acquisti last minute, giocatori adattati a moduli impossibili e cantieri aperti con pochi uomini a disposizione di allenatori preoccupati, il presidente ha cambiato registro e di conseguenza rilanciato le azioni granata per la promozione. A raffica sono arrivati gli obiettivi inseguiti, compreso il regalo Guberti, e soprattutto è stato scongiurato il rischio di lavorare nel ritiro di Sappada senza gli operai specializzati per il nuovo 4-2-4. «Ventura è un valore aggiunto per il calcio che insegna - commenta Urbano Cairo - ed era giusto metterlo in condizione di poter lavorare subito con la potenziale squadra titolare e con un mese intero prima della Coppa Italia».
Gli errori del passato sono serviti, compreso quello dell'anno scorso di partire per Norcia con una squadra largamente incompleta, e grazie ad una settimana pirotecnica sul mercato il Torino è pronto. Uno dietro l'altro sono arrivati i mediani fortemente evocati Iori, Basha, Vives -, i difensori mancanti per blindare la retroguardia (il terzino Darmian e il centrale polacco Glik) e soprattutto, prima di imbarcare la squadra verso le Dolomiti bellunesi, è stato ufficializzato il colpo dei colpi: Stefano Guberti, l'esterno che Ventura voleva a tutti i costi per il suo calcio, da ieri veste la maglia granata. «Non vedo l'ora di iniziare a lavorare col mister - dice l'esterno ex Samp - e dargli una mano. Sono felice di essere al Toro e bello carico perché voglio vincere il campionato». Oggi Guberti, che giunge in prestito con diritto di riscatto della metà dopo il prolungamento del contratto con la Roma, sarà integrato in un organico ricco di novità (10 volti nuovi) e con gli uomini chiave nei ruoli prestabiliti. «Quello che ci si era prefissato dal primo giorno - spiega Gianluca Petrachi, ds tornato al ritmo della «rivoluzione dei peones» del gennaio 2010 - è stato portato a termine. La soddisfazione è quella di aver dato al mister quel 90% di organico fin dall'inizio del ritiro. Questa è la cosa più importante, senza dimenticare che i giocatori presi sono prime scelte assolute e tessere fondamentali per realizzare il mosaico di Ventura».
Guberti, l'esterno che dovrà fare la differenza, è benzina pura per far ripartire il motore granata e ridare entusiasmo ai tifosi. Più che la ciliegiona sulla torta, forse rappresenta la torta vera e propria considerando l'importanza degli esterni nel nuovo modulo. «Più che torta, direi la crema», scherza un Petrachi finalmente rilassato dopo notti insonni per fare la squadra. Da lunedì si lavorerà per sistemare il mercato in uscita (ieri Bianchi non ha iniziato il ritiro con l'umore dei giorni migliori) e completare il quadro con un altro mediano ed un esterno destro, al netto delle uscite.


