Torino, il ds Petrachi contro la squadra
Pietro Ravallese
Secondo il ds del Toro più che la classifica, è il rendimento dei ragazzi che non è all'altezza: "La nostra classifica fotografa le nostre prestazioni". E’ da un mese esatto che il trend è questo: il Toro ha battuto il Novara e perso a Pescara. Battuto il Portogruaro e perso a Bergamo. Battuto il Vicenza e perso a Livorno. "A mente fredda ho esaminato il nostro percorso: questa squadra manca di attenzione, perciò non ha quella continuità che una squadra importante invece dovrebbe avere". Altro tema caldo, caldissimo: su 14 gol al passivo, 8 nascono da situazioni di palla inattiva. «Se Buzzegoli del Varese mi mette la palla all’incrocio su punizione gli dico pure bravo: in campo ci vanno anche gli avversari. Purtroppo invece nella stragrande maggioranza questi gol sono stati frutto delle nostre disattenzioni».
E adesso la squadra è paralizzata dalla paura: basta una punizione laterale per insidiare il Toro: "C’è sempre qualcuno che si distrae e la frittata è fatta". Il Toro è debole contro le deboli, questo denota supponenza, sufficienza, superficialità. «Mai abbiamo perso perché schiacciati dalla superiorità degli avversari, sempre e solo invece per mancanza di attenzione: questa, purtroppo, non si può allenare». Però si deve migliorare. «Ma sarei preoccupato se fossimo scarsi, inadeguati. Non è così, pur se è evidente che dobbiamo darci una mossa, perché con questo ritmo non si va proprio da nessuna parte. Lerda deve lavorare anche sulle teste, non solo sulle gambe». La serie A resta l’unico obiettivo del Torino, sì o no? «Abbiamo sempre detto di voler disputare un campionato importante, ma sull’altalena di questi risultati il trend è modesto. E’ ovvio che tale tendenza vada invertita, e in fretta». Da Lerda si pretendono immediati correttivi, però ora anche la società deve fare la sua parte. «Qualcosa faremo, è evidente».


