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Torino, gli "strani casi" della capolista

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Federico Errante
lunedì 16 gennaio 2012, 11:15Torino
autore Federico Errante
16.01.2012 11:15Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Correva il minuto 22 quando sabato all’Olimpico l’arbitro ha fischiato (contro il Torino) quello che è stato il primo fallo vero della partita. Fin lì un tran-tran reciproco del genere sottobarcellonese, eppure una squadra si giocava il primato in classifica, una si giocava la salvezza. Qualcosa non quadra. La prima e ultima ammonizione al 37', contro un ascolano neanche cattivo. E non si parli di stanchezza: le vacanze sono ancora vicine, il freddo invitava all’agone riscaldante.

Qualcosa non quadra. Bianchi non becca più un pallone, si accartoccia (anche nei colpi di testa) su se stesso quando deve esplodere, è commovente di impegno e questo è il brutto oltre che il bello - nel senso che se almeno fosse un lavativo si potrebbe masogodere di rabbia -, ma nel locale dei servizi igienici sotto la tribuna stampa tifosi che nell’intervallo erano andati lì per fare qualcosa di specifico quasi venivano alle mani discutendo di lui, e i difensori dell’attaccante erano in maggioranza. Segnaliamo una dialogo di sano humour plebeo: «E’ grazie ai suoi gol se siamo qui». «Hai ragione, qui nelle toilettes» (riferiamo in fascia protetta, in realtà altro è stato il termine che non quello francese originato dal vezzo di disporre centrini di tela, in bagno, sui quali collocare oggetti di cosmesi: petites toiles, piccole tele, ergo toilettes).

Qualcosa non quadra. Coppola ha parato quando doveva parare (nel finale), il gol preso è farcito di colpe altrui come un’oliva proprio ascolana, eppure uscendo la gente, impaurita dalle sue uscite di piede, invocava presso il giornalista, ritenuto detentore di poteri fortissimi, l’acquisto di un portiere. Personalmente non ce la sentiamo di escludere due ipotesi, che fra l’altro possono convivere: a) Coppola di piede è diventato un ottimo libero, quando c’era un uomo fisso per questo ruolo insieme drammatico e comodo i vari Picchi, Cravero, Scirea, Baresi mica toccavano in una partita più palle di lui; b) Coppola si fida di se stesso, si compiace di certi ritardi nei rinvii, insomma vuole divertirsi e divertire.

Qualcosa non quadra. Un attaccante come Antenucci che sa tutto anche del gol non fa la punta fissa, gioca poco Sgrigna che scorribandando con la palla gli inventerebbe grossi spazi, e l'altro giorno allo stadio ci siamo persino scoperti a chiederci dove è finito uno che aveva il nome di un eroe dei romanzi di Liala, era giovane e correva sapientemente, Antimo Iunco. En attendant Gubertì, chiaro, che però forse rientra in campo appena in tempo per rientrare anche dal prestito.

Qualcosa non quadra. Perché fra l’altro apprezziamo in pieno Ventura, ci piace quando parla, quando non parla, sa l’italiano e lo usa bene, è l’opposto del mister mago nel senso che è uno onesto e intelligente (meglio assai che demagogo e furbo). Perché il Toro è sempre primo e può persino godersi il Pescara-Verona di stasera, vada come vada: unico dilemma se tifare Zeman antijuventino o Mandorlini ex granata. Qualcosa non quadra se siamo arrivati sin qui col bla-bla-bla quando basta pensare che il Toro è unico, gli accadono cose uniche, e amen.

Fonte: lastampa.it

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