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Torino, Ferrante: "Non credo che Cairo venderà"

autore
Renato Chieppa
mercoledì 23 marzo 2011, 08:00Torino
autore Renato Chieppa
23.03.2011 08:00Torino
Le parole del 40enne ex granata a Goal.com.
FotoTuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com

Stasera disputerà il derby fra vecchie glorie di Torino e Juventus denominato "Derby SLAncio di Vita", intanto Marco Ferrante, indimenticato centravanti granata, non può non dire la sua sulla situazione che sta attraversando la società con cui ha giocato per ben 8 anni (in due riprese).

Intervistato in esclusiva da Goal.com ecco quanto è emerso dalle parole dell'adesso procurato sportivo.

Ferrante, da tifoso e cuore granata, cosa prova ad assistere all’attuale momento del Toro?

"Me lo chiedono in tanti ultimamente e la risposta è sempre la stessa: un grande imbarazzo. Ogni sabato sembra che possa arrivare la svolta, invece siamo sempre alle solite e sinceramente non mi capacito di cosa stia accadendo. Per quanto se ne dica, con tutto rispetto delle squadre che hanno battuto il Torino, la qualità tecnica dei granata è nettamente superiore. Probabilmente le altre squadre sopperiscono a questa carenza con la grinta che il Toro non riesce a mettere in campo".

Come giudica l’uscita del presidente Cairo? C’è da credergli o è soltanto uno sfogo?

"Credo sia uno sfogo dettato, giustamente, dall’amarezza. E’ deluso dai risultati, bersagliato dalle critiche come comunque è giusto sia nel calcio. Ogni anno si dice che il Torino ambisce quantomeno ai playoff e già il raggiungerli sarebbe una sconfitta, figuriamoci non centrarli nemmeno. Il presidente Cairo non sopporta più questa situazione e le sue riflessioni sono legittime. Alla fine però credo non venderà, anche perché vuole prendersi una rivincita contro tutto e tutti dimostrando che se non sarà quest’anno, il prossimo proverà di nuovo la strada della promozione. E poi, da imprenditore qual è, sa benissimo che si vende nel momento della vittoria, altrimenti il valore scende e si rimette economicamente".

Certo che la gestione del caso Lerda-Papadopulo non è stata condotta nel migliore dei modi. Lei che idea si è fatto? "Preferisco non esprimermi sulle questioni tattiche. Però non è stato un bell’atteggiamento nei confronti di Papadopulo, che non è l’ultimo arrivato nel calcio. Non si può giudicare un mister dopo due partite, specie se bisogna uscire da una situazione delicata come l’attuale. Segno che in società le idee non sono ben chiare".

Quali saranno i responsi della serie B e cosa si augura per il suo Torino?

"Credo che Siena e Atalanta verranno promosse, poi ai playoff vedo bene Novara e Varese che partono da situazioni ben consolidate. Al Torino auguro il sesto posto, perché i playoff sono comunque una lotteria dove tutto è possibile anche se oggettivamente ci sono squadre meglio organizzate e in B questo conta tantissimo".

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