Torino, epurati da 9 milioni
Francesco Rossi
A volte ritornano e soprattutto rischiano di costare caro. I famosi nove «indesiderati» granata, fatti fuori dal Torino nel rocambolesco mercato di gennaio, ora sono tutti sulla via del rientro: nessun club finora ha trasformato il prestito in un diritto di acquisto (o di apertura di una comproprietà) e così il diesse Petrachi si trova a gestire una zavorra pesantissima per il bilancio e l’organico della squadra.
In serie B la lista di 19 giocatori è un dogma inviolabile, anche perché scarseggiano i prodotti del vivaio o gli Under 21 tra i vari Di Michele, Diana, Pisano, Pratali, Zanetti, Colombo, Loviso, Saumel e Bottone. Giocatori che a Torino hanno fatto il loro tempo (più brutto che bello) e che solo di stipendi, per la stagione 2010/2011, complessivamente costeranno al Torino 9 milioni di euro. Il problema, però, raddoppia, visto che nessuno di questi nove rientra nei piani della società e del nuovo tecnico.
Si tratta di un bagaglio di giocatori sgraditi alla piazza, senza alcuna motivazione di restare al Toro e con poche possibilità di andare in un’altra squadra. Vuoi per i sontuosi ingaggi - Di Michele ad esempio guadagna 800 mila euro netti fino a giugno 2011, Zanetti 500 mila a stagione per altri due anni), vuoi per un curriculum fatto di retrocessioni (Pratali è alla terza di fila) o poche presenze l’anno scorso (Pisano o Loviso). Nessuno ha bussato alla porta del Toro per averli. Al massimo sono i granata a cercare di infilare questi «indesiderati» in ogni trattativa possibile: se l’affare Diana-Russotto col Bellinzona è già in piedi (ma Cairo dovrà contribuire allo stipendio del centrocampista), più difficile sarà smistare Colombo, Saumel o Bottone.
Il piano di snellimento della rosa e del mostruoso monte ingaggi, già avviato con la conferma dei soli D’Ambrosio e Salgado (anche se il cileno potrebbe tornare in patria al Colo Colo), passerà dunque dal piazzare Di Michele e compagnia prima dell’inizio del ritiro. Anche perché senza la possibilità di creare dei posti liberi nella lista dei 19, per il Toro sarà difficile comprare e agire sul mercato. Le risorse economiche dipenderanno non solo dalle cessioni di Ogbonna, Bianchi, Sereni e Rubin, ma anche e soprattutto dallo smaltimento di chi non può dare nulla alla causa granata e però costa tantissimo. Coi soldi dei diritti tv della serie A la situazione sarebbe stata risolta in fretta. Ora, invece, c’è da ingegnarsi per evitare il tracollo.


