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Torino, due rinascite per volare

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Federico Errante
martedì 6 settembre 2011, 17:28Torino
autore Federico Errante
06.09.2011 17:28Torino
FotoTuttoB.com
© foto di www.imagephotoagency.it

Giampiero Ventura li definisce «segnali», preferendo mantenere un basso profilo allargabile alla squadra, ma la rinascita di Stevanovic e Sgrigna è il suo primo personale capolavoro da quando allena il Toro e soprattutto è il manifesto di come può funzionare il metodo Ventura. Perché i gol e le prestazioni di questi due giocatori granata, persi malamente un anno fa ed ora pienamente ritrovati, confermano quanto può pagare il lavoro di valorizzazione di un giovane talento e l'opera di convincimento su chi si sentiva ai margini. Non è dunque un caso che la vittoria più bella del nuovo Toro, coincisa con il momentaneo primo posto in classifica, porti la firma di chi aveva clamorosamente fallito nella scorsa stagione. Un segnale, per dirla alla Ventura, che fa ben sperare e soprattutto dimostra come stia procedendo nel verso giusto l'operazione «cancelliamo il passato». «Col Varese si è tolto qualche piccolo macigno - riflette il tecnico granata -, ma questi ragazzi hanno più qualità di quanto loro stessi possono immaginare. Devono solo capire cosa fare per tirarla fuori ed essere protagonisti».

Parole che sembrano dipinte per Stevanovic. «Lui era perso - ammette Ventura - ed ora può diventare un giocatore importante: basta che lo voglia. Sono felice che il suo primo gol da professionista l'abbia fatto per il Toro, ma la cosa più bella è il cambio che mi ha chiesto. Ha capito che per essere veramente utile alla squadra doveva dare tutto e poi è uscito per far entrare uno più fresco». Che Stevanovic fosse cambiato lo si era compreso già nei primi giorni di ritiro a metà luglio. L'esilio a Toronto l'ha fatto riflettere e comprendere che un'altra chance non poteva essere sprecata. Così è tornato al Toro con una mentalità diversa, un fisico perfetto ed una fame infinita di rivincita. Il resto l'ha fatto Ventura, che ha saputo prenderlo per il verso giusto, donargli fiducia e soprattutto impartire lezioni utili per crescere in campo. L'averlo schierato sulla fascia destra è stata invece l'intuizione che ha regalato ai granata un esterno ricco di forza e talento.

Stevanovic da problema è diventato risorsa, grazie al dialogo e ai sorrisi. Una tecnica che ha funzionato anche con Sgrigna. Che ha più esperienza e conoscenza del talento serbo, ma non abbastanza da poter reggere le pressioni di Torino. Giunto un anno fa per far fare il salto di qualità al Toro di Lerda, Sgrigna si era sacrificato sulla fascia sinistra (dove agiva anche Stevanovic…) ed era rimasto schiacciato dal peso delle aspettative segnando solo 6 gol in 36 partite. Destinato a fare l'esterno anche con Ventura, Sgrigna ha evitato il bis del fallimento parlandone direttamente col mister a Sappada: «Non posso rendere lì perché sono una seconda punta, vorrei tornare in attacco». Richiesta esaudita e dopo un'estate a reimparare i movimenti, mentre il Vicenza cercava di riportarselo a casa, Sgrigna ha iniziato a segnare: due gol in quattro partite. Bomber virtuale del Toro, ma ora giocatore vero. «Alessandro ha una qualità incredibile - lo coccola Ventura -, però ha fatto una carriera inferiore alle sue potenzialità. Io gliel'ho detto questo, qui può fare grandi cose».

Il +6 in classifica rispetto ad un anno fa (due sconfitte ed un pareggio dopo tre turni) è figlio di chi ha portato un'aria nuova nel Toro e di chi ha capito che restare per riscattarsi vale doppio. Un mix perfetto, esaltato da un turn-over insistito che ha già fatto ruotare 20 giocatori sui 25 disponibili totali (compresi i due portieri di riserva) e permesso di tenere Bianchi in panchina senza creare polemiche dentro e fuori il Toro.

«Siamo un gruppo forte - spiega Sgrigna - che è vicino ad essere squadra sia nel gioco che nell'unità. Le grandi squadre utilizzano il turn-over come una risorsa e non lo trasformano in un problema». Qualcosa è cambiato e qualcuno è tornato.

Fonte: lastampa.it

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