Torino, domani sarà super difesa vs super attacco
Federico Errante
Così simili, così lontani: gemelli diversi. Se Ventura e Zeman sono gli allenatori della serie B più votati al gioco d'attacco, guardate allo specchio Torino e Pescara sono due squadre agli antipodi. Dopo diciotto giornate, i granata si sono scoperti la squadra meno zemaniana della categoria. Che non è un demerito, ci mancherebbe: e la posizione in classifica lo conferma. Solo una piccola sorpresa, vista l'etichetta di allenatore super-offensivo che Ventura si è conquistato nella sua lunga carriera.Trentotto gol fatti per il Pescara, il miglior attacco della B; 20 per il Toro, quindicesimo in questa specifica classifica, dietro anche all'Ascoli fanalino di coda (21). La prima differenza è lampante: eppure Ventura schiera quattro punte a partita.
«Non conta quanti attaccanti hai in campo, ma chi la butta dentro: e per segnare con costanza l'area non deve essere troppo intasata», spiega chi di gol se ne intende, Paolo Pulici, il re dei bomber granata con 170 reti. «Torino e Pescara giocano in modo molto diverso tra loro - l'analisi della bandiera Toro - Zeman utilizza tre punte vere e quasi tutti i gol arrivano da azioni manovrate, pochissimi da calcio piazzato. Davanti si muovono poco e così facendo scoprono la squadra, ma sotto porta ci sono sempre, lucidi. Invece Ventura chiede al reparto avanzato un lavoro molto dispendioso, che a volte può far perdere concretezza. Applica un gioco diverso, magari poco prolifico, ma alla lunga produttivo: e i risultati gli stanno dando ragione».
Il calcio non è una scienza esatta, ma le statistiche aiutano a comprendere le differenze tra due filosofie che hanno un ceppo comune: la voglia di fare spettacolo e di divertire. Ventura ci prova in un modo, Zeman in un altro. Il primo predilige il possesso palla stile Barcellona per stanare gli avversari e trovare il varco giusto: non a caso la sua squadra è prima in questa voce con 28 minuti e 52 secondi di media a partita. Il secondo l'attacco frontale. Per pericolosità offensiva il Pescara straccia tutti con oltre il 65 per cento (il Toro è al 48%) ed è primo anche per tiri nello specchio, 7 a partita. Ma come una coperta, se copri troppo la testa, poi scopri i piedi. E l'equilibrio migliore l'ha trovato il granata con la carta della difesa, con 8 gol la meno battuta della categoria e d'Europa.
Nel gioco degli specchi, le parti si invertono: il Pescara ha la sedicesima retroguardia della B con 27 gol subiti, quanti l'Ascoli. Zeman ha capovolto il concetto di Ventura, secondo il quale la fase difensiva comincia dalle punte: per il boemo la miglior difesa è l'attacco. «La sorpresa è il Toro - ancora Pulici -, il nuovo allenatore è riuscito ad invertire un trend che i granata si portavano avanti da tempo: pochi gol fatti, tanti subiti. Ventura ha sistemato la difesa, non è poco. Certo qualche gol in più non farebbe male. Il vero problema, che riguarda un po' tutte le squadre, è che negli allenamenti non si fa più lavoro specifico, o è troppo poco. Ai miei tempi passavo ore ad esercitarmi nei tiri, adesso si pensa troppo ai movimenti, ai giochi d'intesa, alla tattica. Il risultato è che di veri tiri nello specchio se ne vedono sempre meno. Nereo Rocco diceva che prendere la bandierina del calcio d'angolo o la traversa era la stessa cosa. è vero, ciò che conta nel calcio è vedere la palla rotolare in porta».


