Torino, casa dolce casa
Federico Errante
Ha giocato con insistenza sfidando la storia, ha ribaltato ogni tipo di pronostico e con un misto di bravura e fortuna è riuscito a centrare un 13 pieno e meritato: non sulla schedina, ma all’Olimpico. Il Toro di Ventura non si accontenta di puntare alla serie A, ma si diverte a riscrivere i record granata. Dopo aver rinfrescato il primato delle vittorie esterne consecutive (5), per par condicio è stato aggiornato anche un record sotto la Mole con le 9 vittorie, i 4 pareggi e soprattutto nessuna sconfitta da inizio campionato. Tredici risultati utili consecutivi in casa, il Torino non li collezionava dal primo anno dell’era Mondonico (1990-1991) ed in serie B li aveva conquistati solo una volta, nella famosa cavalcata promozione di 22 stagioni fa. Un’era geologica per il calcio e per il Toro, ma soprattutto una rivoluzione assoluta per la presidenza Cairo. Che un Olimpico così blindato non l’aveva mai avuto tra serie A (media di 8 sconfitte a stagione) e serie B, ma neanche una squadra così imbattuta tra le proprie mura. Con la vittoria di sabato sulla Nocerina, infatti, gli uomini di Ventura hanno cancellato il primato del Toro di De Biasi del 2005-2006, che cadde per la prima (ed unica) volta al Delle Alpi proprio alla tredicesima partita casalinga, contro l’Arezzo. Bianchi e compagni hanno fatto meglio ed ora nel mirino hanno un record storico: chiudere un campionato di serie B da imbattuti in casa e così eguagliare la squadra di Fascetti che venne promossa grazie allo strepitoso rendimento casalingo (16 vittorie e 3 pareggi nell’ex Comunale).
Una missione al limite dell’impossibile (in questo torneo solo il Toro mantiene vuota la casella delle sconfitte interne), ma che può dare più forza ad una squadra che ha saputo ribaltare antiche certezze ricavandone fiducia e punti. Nelle ultime cinque stagioni l’Olimpico è stato terra di conquista per le squadre avversarie e palcoscenico primario di figuracce clamorose, ma ora la musica è cambiata. E non è un caso che il primato in classifica in coabitazione col Sassuolo coincida con il primo posto delle formazioni capaci di fare più punti in casa (31 su 39). «Vinciamo sempre all’Olimpico per vincere il campionato traccia la strada Mjgein Basha -. Da Torino passa la nostra serie A». Perché chi trova un amico trova un tesoro, e se l’amico diventa lo stadio di casa probabilmente si conquista anche il campionato. Lo dice la storia, lo confermano le statistiche. Il Toro promosso ha sempre avuto campi-bunker: zero sconfitte nel 1989-1990, una sola nel 1959-1960 e nel 2005-2006, due nel 2000-2001 e tre nel 1998-1999 e 2004-2005. Nelle ultime due stagioni di serie B con Cairo, invece, la squadra di Colantuono ha perso 5 volte a fronte di 10 vittorie casalinghe, mentre quella di Lerda ha lo stesso numero di successi ma una sconfitta in più.
Dalla media interna di 1,7 punti a partita dell’ultimo anno si è passati agli attuali 2,4 e questo rendimento diventa un’arma a favore di un Toro che potrà sfruttare il fattore Olimpico per tornare in serie A. Ad eccezione del Pescara, infatti, le altre pretendenti alla promozione dovranno giocare a Torino nel girone di ritorno. A partire dalla Sampdoria attesa lunedì sera per il big-match, passando per Verona (12 marzo) e Sassuolo (14 aprile), fino ad arrivare al Padova (5 maggio). Un vantaggio genuino, proprio perché fatto in casa.


