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Torino, Cairo fa il punto

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Gaetano Mocciaro
venerdì 24 dicembre 2010, 12:37Torino
autore Gaetano Mocciaro
24.12.2010 12:37Torino
FotoTuttoB.com
© foto di Image Photo Agency

Presidente Cairo, voto al Toro del 2010?

«Valutazione difficile. La mancata promozione è stata una delusione ma sappiamo come è andata la finale con il Brescia. Poi abbiamo cambiato il modo di fare calcio, puntato sui giovani o su giocatori molto motivati. D'Ambrosio prima, Lazarevic adesso».

Il voto, presidente?

«Come dicevano Cochi e Renato: bene, bravo, sette più».

E a Cairo?

«Come il Toro. Ho fatto molte rinunce per non danneggiare i ragazzi: non sono andato a Superga, non vado più allo stadio per evitare il ripetersi di momenti allucinanti come quelli che ci costarono la partita con il Frosinone. Ho pensato più al bene del Toro che ai miei desideri. Quindi anch'io sette più».

Mancata promozione, contestazione, abbonati diminuiti: possibile non abbia sbagliato qualcosa?

«Non mi rimprovero niente. Soprattutto in un periodo di sangue e sudore visti i ricavi mancati e la conferma invece dei costi».

Mai pensato di licenziare Lerda?

«Mai. Ho tenuto De Biasi per 46 partite e anche durante la contestazione. Zaccheroni l'ho cambiato dopo 6 sconfitte consecutive e dopo aver capito che lo spogliatoio rivoleva De Biasi. Qui c'è un gruppo solido e progressi evidenti: Lerda non è mai stato in discussione».

Che cosa le piace di lui?

«Si mette in gioco, a differenza di altri. E poi l'idea che ha di un calcio brillante da abbinare però a concetti più utilitaristici. Con la difesa vinci il campionato, con l'attacco vendi i biglietti».

Vuole un Toro più concreto?

«Più equilibrato e attento».

Per la prima volta Lerda assicura un progetto tecnico. Può essere l'uomo giusto con cui aprire un discorso a lungo termine?

«Per lui deve essere la stagione della maturazione. L'obbiettivo sono i risultati, non solo la qualità del gioco».

Ha pagato gli stipendi arretrati, i fornitori, firmato inediti contratti triennali (con Comi, responsabile del settore giovanile). Cairo virtuoso o ha sistemato le cose per vendere meglio?

«Se volessi vendere non avrei fatto contratti così lunghi. Ho valutato Comi per 5 anni: visti gli ottimi risultati, ha la mia piena fiducia. Aspetto una relazione per gli altri rinnovi».

Poi però Benedetti jr va all'Inter: non una bella figura.

«Si possono fare cose non perfette, ma su Benedetti non voglio entrare nei dettagli. Dovrei dire cose antipatiche».

Resta la cessione.

«Ma Benedetti è nostro al 50% e se lo vendiamo faremo comunque il bene del Toro. E poi abbiamo Stevanovic, giovane di qualità».

Che Lerda manda in tribuna.

«Si farà. Lo aspettiamo, a costo di mandarlo in giro in serie B per farsi le ossa».

Mercato: quanti giocatori servono?

«Due o tre. Un esterno, un centrocampista più forse un giovane se cediamo Cofie».

Se in gennaio avesse speso per una seconda punta, ora il Toro sarebbe in A con i soldi delle tv... Ora che fa: cambia o risparmia ancora?

«Spendere non è necessario ma accessorio per il mercato. Se migliorare il Toro passa per questa via, allora lo farò. Ma servono giocatori che entrino subito in sintonia con tecnico e gruppo».

Bianchi va o resta?

«Sarà il nostro miglior acquisto di gennaio: non parte».

Allora se ne va Ogbonna?

«Cercherò di tenerlo. Il mercato ci dirà se varrà la pena di sacrificarlo: spero di no».

Lo farà per 4-5 milioni?

«Per una cifra simile non alzo nemmeno il telefono: ma lo ripeto, sarei molto felice se restasse con noi».

Arabi, cordate locali, Red Bull: quante richieste ha avuto per il Toro?

«Nessuna oltre a quella dei Tesoro. Vendere non è il mio obbiettivo e non ho ricevuto offerte: le due cose si sposano. Il mio compito non è finito».

Prende insulti, perde soldi, ha poca visibilità: chi glielo fa fare, non è meglio vendere?

«Tengo duro per la passione e per la voglia di completare il progetto: riportare il Toro agli onori del calcio italiano».

Cittadella dello sport: a che punto è il progetto?

«Si è detto più di quanto si è fatto. Io sono a disposizione ma non posso essere l'unico soggetto. Siamo in B e non sono un pozzo senza fondo».

Cadute le ipoteche, il Filadelfia è lì da ricostruire?

«Io voglio contribuire ma servono compagni di viaggio».

Nel caso chiederete le stesse condizioni agevolate ottenute dalla Juve per ricostruire il Delle Alpi?

«Sarà la Città a sentirsi in dovere di farlo».

A proposito di Juve: che fine ha fatto il derby benefico?

«Si giocherà il 23 marzo 2011».

Quando tornerà allo stadio?

«Stare a casa mi costa ma il Toro ne beneficia».

L'Oscar 2010 a chi lo dà?

«Mah...Non saprei».

E quello del 2011 a chi vorrebbe darlo?

«Al gruppo. Come diceva Michael Jordan: con il talento vinci le partite, con il lavoro di squadra i campionati».

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