Torino, Cairo contestato a Superga
Federico Errante
E' successo quello che tutti non si auguravano: Cairo è salito a Superga e sono partite le contestazioni, dure ed incivili, c'è stato addirittura un tentativo di aggressione, perchè oggi, giorno della Memoria, le difficoltà della squadra non andavano poste davanti alla Leggenda, a quello che è il ricordo, il dolore, soprattutto l'orgoglio di ricordare una squadra così grande. Il presidente non ha voluto mancare all'appuntamento e, pur sapendo quello che poteva succedere, ha sfidato minacce ed insulti. Cairo ha fatto bene a decidere con la sua testa, così è stato. I giocatori sono stati applauditi, il presidente no, ma questa gente, salita solo per insultare e non per una causa di comune dolore ma anche di onore, per tutto quello che ha rappresentato il Grande Torino, non merita di sventolare nessun vessillo granata. Le contestazioni si fanno nelle sedi opportune, allo stadio, davanti alla Sisport, ma profanare Superga è come sputare addosso a Mazzola e compagni. Triste dover parlare di interventi delle forze dell'ordine nel giorno del silenzio. Pulici, il cappellano del Torino Don Aldo Rabino, i tanti club sparsi in Italia, tutta gente civile, aveva chiesto che almeno oggi si fermasse la contestazione. Purtroppo questi appelli non stati recepiti da chi già aveva organizzato la spedizione al colle.


