Torino, Cairo: "Ci manca il salto di qualità"
Federico Errante
Troppo brutti per essere veri». Il giorno dopo "il fatal Verona", Urbano Cairo non nasconde l'amarezza per una sconfitta dolorosa, la prima interna della stagione e la più pesante del suo Toro in serie B, che rischia di trasformare il sogno granata in un incubo. L'1-4 dell'Olimpico bastona una squadra che nel momento cruciale del campionato è arrivata stanca e mentalmente in tilt. «La partitaccia può capitare - dribbla il presidente -: è successo anche al Milan contro l'Arsenal. Non bisogna drammatizzare, però neanche sottovalutare quello che ci è successo». Bianchi e compagni sono stati surclassati dall'Hellas perché erano senza energie, senzaidee e senza gioco. E anche senza ricambi, considerando la mancanza di alternative a centrocampo e sulla fascia sinistra e gli infelici stravolgimenti di Ventura. «Abbiamo 28 elementi di qualità - replica il patron - e gli infortuni ci hanno privato di giocatori come Guberti, Pasquato e Masiello». Elementi che adesso dovranno tornare utili in un Toro dove sta suonando il primo campanello d'allarme: al traguardo finale mancano solo 12 giri e c'è da fare i conti con una classifica cortissima e un' insidiosa trasferta alle porte. «Adesso capiamo le motivazioni di cosa è successo - rilancia Cairo - e poi laviamo questo dispiacere con una prestazione fatta di rabbia e cattiveria contro la Juve Stabia».
I tre punti vengono visti nel Toro come la miglior medicina per guarire da una latente depressione. «La diagnosi esatta la farà Ventura - risponde il presidente - però il Toro visto quest'anno non è quello di lunedì sera. Abbiamo un'occasione importante per riflettere e riprendere il nostro cammino». Resta il senso dell'ennesima occasione sprecata. «Ci manca il salto di qualità - si rammarica - e forse ora non dobbiamo più pensare agli allunghi, alle possibili fughe. Perché portano ansia e non si verificano mai. La lezione più importante da ricordare è che la B si vince nelle ultime giornate: è un campionato lungo e complicato, ecco perché è meglio mantenere l'andatura piuttosto che andare a strappi. Le cose non si risolvono con la fretta». Neanche fuori dal campo, visto che per oggi è attesa la sentenza del giudice sportivo per il blackout di Padova-Torino del 3 dicembre. «Mi aspetto un verdetto che sia un punto di partenza per arrivare alla conclusione della vicenda», commenta prudentemente Cairo, prima di prendere tempo anche sul futuro di Ventura. «Il suo rinnovo? Non parliamone più, porta sfortuna».


